La stele di Giovanni Battista Tuveri deve tornare a Collinas


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>Sono passati 130 anni dalla morte di Giovanni Battista Tuveri (Collinas 4-08-1815, Collinas 8-12-1887) , il più illustre cittadino collinese di tutti i tempi, pensatore, filosofo, giornalista-scrittore, parlamentare al Parlamento Subalpino nella prima e quinta legislatura. A 130 anni esatti dalla morte, nel dicembre 2017, si è fatta memoria di questo significativo personaggio con un incontro dibattito sul tema “ Federalismo e autonomia nella Sardegna contemporanea. G.B. Tuveri nel giudizio dei nostri anni”. All’ incontro-dibattito in quella circostanza parteciparono oltre al sindaco Franco Cannas, Danilo Fadda e Cristiano Erriu Assessori rispettivamente del comune di Cagliari e della Regione Sardegna con gli interventi di Luciano Carta, Aldo Accardo, Giuseppe Monsagrati e Pietrino Soddu con intermezzi musicali del coro polifonico “ Mereu” di Tonara. L’attualità del Tuveri è innegabile sia per le tematiche da lui  prese in esame sia per le sue intuizioni che anticipavano i tempi. Molte delle questioni poste all’attenzione dei suoi contemporanei, come  la questione sarda per citarne una tra le tante, sono di grande attualità e tra l’altro ancora irrisolte. Le convinzioni del pensatore collinese, “ d’animo contadino” come i suoi avi, da cattolico, repubblicano e democratico, non lo facevano retrocedere di un passo. Le difendeva con passione e con spirito combattivo poco incline com’era ad una passiva sottomissione. G.B. Tuveri propugna l’autonomia come un diritto-dovere e difende le istituzioni democratiche contro le ingerenze egemoniche centraliste. Unanimemente viene riconosciuto come uno strenuo e convinto difensore dei valori di indipendenza intellettuale e morale. Su questo personaggio figlio di un piccolo borgo della Marmilla, qual era  Forru nell’800, denominazione  per suo merito modificata in Collinas nel 1863, borgo  marginalizzato rispetto al centro decisionale del potere centrale, è caduta per troppo tempo una spessa coltre di oblio e di silenzio. Un rinnovato interesse si è avuto, oltre che nel recente convegno, solo nella commemorazione del centesimo anniversario dalla morte, 30 anni fa, con manifestazioni tenute a Cagliari e Collinas e con la presenza di un illustre intellettuale come Norberto Bobbio. Per il resto silenzio. Anche il Centro Studi G.B. Tuveri, deliberato e previsto nell’ex Monte Granatico, pensato come luogo di consultazione, di studio e di approfondimento dell’opera tuveriana per studiosi, studenti e appassionati, non è stata mai perfezionata. Eppure G.B.Tuveri godeva nel suo tempo di grande considerazione e stima. Ad appena tre giorni  dalla sua morte avvenuta l’8 dicembre 1887, gli studenti universitari di Cagliari costituirono un comitato proprio per onorare degnamente  l’uomo ritenuto il  più moderno e lungimirante  della Sardegna del XIX secolo. Di tale gruppo facevano parte il futuro Rettore dell’Ateneo cagliaritano Roberto Binaghi e Ignazio Macis futuro esponente dell’avvocatura cittadina. Il primo atto di questo comitato fu una  sottoscrizione per predisporre una lapide in onore del Tuveri da sistemare nel cimitero di Bonaria. La risposta fu immediata e corale. Cento furono i sottoscrittori e tra questi Ottone Bacaredda futuro sindaco della città. Vennero raccolte complessivamente  L. 192,40. Dell’opera venne incaricato un giovane scultore, tal Emilio Atzeni che incise nel marmo una grande stella all’interno di una corona d’alloro. In ogni punta era incisa un’opera del Tuveri insieme all’epigrafe di Giovanni Bovio. L’invito per partecipare alla cerimonia per la messa in opera della stele fu esteso a quanti avessero avuto piacere di essere presenti. Il corteo composto da studenti, professori, amministratori e qualche deputato, accompagnato anche da due bande musicali, si mosse  dall’università fino al cimitero di Bonaria. Qui la lapide trovò la sua collocazione in una delle pareti del cimitero. Non mancarono i discorsi commemorativi e le lodi per il filosofo “ che visse e morì incontaminato” come si disse,  né l’invito ai giovani ad una vita austera e alla nobiltà di sentimenti. Questa lapide ancor oggi è nel cimitero di Bonaria lasciata però all’incuria del tempo e degli uomini. In occasione del 130° anniversario della morte del Tuveri,  l’Amministrazione Comunale già prima del convegno, ha fatto formale richiesta per poter avere a Collinas la lapide originale di questo suo illustre cittadino, da molto tempo“ dimenticata”. L’iter burocratico non è semplice dovendo intervenire  tante Istituzioni compresa la Soprintendenza. E qualche resistenza la si troverà cammin facendo. Riporto qui la considerazione fatta dal giornalista e scrittore Gianfranco  Murtas in una pubblicazione dalla quale ho attinto, per queste brevi note, i dati riguardanti la stele in onore del Tuveri a Bonaria. Murtas in sintesi afferma di comprendere bene l’attaccamento dei collinesi nei confronti dell’illustre concittadino Giovanni Battista Tuveri, ma ritiene che la stele debba rimanere là dove gli universitari cagliaritani decisero di collocarla il 5 febbraio 1887, caso mai deve essere  tirata ben a lucido e messa in bella evidenza per quanti visitano il cimitero. Il paese natale di G.B. Tuveri, Collinas, potrebbe avere, se non  l’originale, almeno una copia identica in tutto e per tutto. Ed in tempi di avanzato sviluppo tecnologico come quello attuale, è l’opinione del Murtas,  realizzare una copia perfetta della stele non dovrebbe rappresentare un grosso problema. Antonio Corona     Antonio Corona

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