Si rafforza ulteriormente il rapporto di amicizia che lega il comitato Vergine D'Itria di Portoscuso e il gruppo folk "Santu Juanni" di Pabillonis. Due realtà religiose e culturali che, ormai da alcuni anni, diventano sempre più unite, contraddistinte da uno stretto legame iniziato nel 2006 e rafforzato anche dal consolidamento del gemellaggio ufficiale, stipulato nel 2017 e che prosegue fino a oggi con scambi continui.
L’ultimo incontro si era svolto a settembre 2025, nella Casa Museo di Pabillonis, dove era è stato rinnovato il gemellaggio tra il comitato e il gruppo folk con la partecipazione dei presidenti delle due associazioni, Rita Cossu e Luigi Loddo e del sindaco Riccardo Sanna insieme ad alcuni assessori comunali. Il primo cittadino aveva messo in risalto l’importanza e il significato del gemellaggio “che favorisce lo scambio di esperienze, rafforza la cooperazione e la conoscenza tra le realtà coinvolte per affrontare sfide comuni”, aveva detto in quella occasione, Riccardo Sanna.
Concetti significativi e profondi ribaditi anche dal presidente del comitato Vergine D'Itria che aveva rimarcato l’importanza del gemellaggio e la collaborazione viva e costante tra le due associazioni. È questo particolare legame di amicizia tra le due associazioni, che ha portato Rita Cossu a regalare alla Parrocchia Vergine d’Itria di Portoscuso una preziosa tovaglia d’altare. «È un dono che trasmette affetto, vicinanza e sincerità, capace di stabilire una connessione autentica tra le persone», spiega Rita Cossu.
In effetti la preziosa tovaglia oltre che un simbolo d’amicizia, di fede, di fratellanza e di arte sacra, può essere definita anche un capolavoro di particolare valore artistico, infatti la complessità dei ricami s’intrecciano con preziosi fili dorati, tra disegni, simboli e decorazioni sacre e profane, che caratterizzano l’abilità della sarta-stilista. “Le mani sono di fata, di una jana dei ricami e dei tessuti”, l’aveva definita un’importante professionista. In effetti la tovaglia rappresenta l’essenza di tutto questo. Rita Cossu è conosciuta in tutta la Sardegna per la sua particolare competenza e abilità in questo settore: ricama, cuce e realizza scialli, corpetti e costumi sardi, ma non si limita solo a riprodurre mirabilmente, fiori, spighe, foglie, animali che abbelliscono i costumi delle donne sarde, trasformandoli in splendidi capolavori. Rita Cossu reinventa anche la Sardegna delle tradizioni, a cui attinge, con abiti che tornano di moda, ed ecco le stoffe, i tagli, i colori dei suoi abiti, capotti, gonne e pantaloni che rappresentano il suo marchio e il suo stile, le sue creazioni sono conosciute e apprezzate, oltre che in Sardegna anche in Continente e oltre.
È in questo contesto artistico, ma soprattutto religioso e affettivo che ha portato Rita Cossu alla realizzazione della preziosa tovaglia per i suoi amici-fratelli di Portoscuso, una fratellanza che accomuna le due comunità e che arricchisce la bellissima chiesa della Vergine d’Itria, ricca di storia e di tradizioni. La chiesa fu costruita intorno al 1670, per volere del proprietario della tonnara dell'epoca, in seguito al ritrovamento, dopo mille peripezie di un quadro raffigurante la Vergine, in una cassa di cedro.
Secondo la tradizione popolare, il quadro, che veniva custodito nella tonnara, venne portato nella nuova chiesa e durante una delle tante incursioni saracene venne colpito da alcuni proiettili. Tradizioni e vicende storiche che accomunano ulteriormente, anche le vicissitudini, per certi versi, delle due comunità, infatti anche Pabillonis, subì un assalto dei saraceni nel 1584 e mentre molti abitanti vennero uccisi o portati schiavi in Africa, una parte si salvò, grazie all’intercessione di San Giovanni Battista da cui prende il nome anche il gruppo folk omonimo, che ha stipulato il gemellaggio con il comitato della Vergine d’Itria di Portoscuso.
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