I DUBBI DELLA MINORANZA Ma non mancano le polemiche e i consiglieri di minoranza da Lorenzo Argiolas, Nicola Garau e Simone Angei hanno preferito astenersi evidenziando alcuni limiti dell’accordo del comodato d’uso: «A causa della natura giuridica di Rfi e delle Ferrovie dello Stato - denuncia Angei - non abbiamo nessuna garanzia sul fatto che l’investimento fatto dal Comune resti a San Gavino. Speriamo che gli interventi non siano legati solo all’immobile per fare la sede dell’Unione dei Comuni, ma che interessino tutto il tracciato».
Perplesso anche Lorenzo Argiolas: «Questo accordo è nettamente sbilanciato a favore di Rfi che, all'atto della dismissione della vecchia stazione ferroviaria, non ha fatto assolutamente nulla per mantenere l'immobile in una condizione decorosa e pretende che ora sia il Comune di San Gavino Monreale a farsene carico. L'amministrazione comunale, anche a causa delle esigue risorse, già in quest'anno ha dimostrato di non essere in grado di far fronte alla gestione della manutenzione ordinaria dell'immobile e del tracciato. Più volte abbiamo evidenziato, insieme ai colleghi di minoranza, attraverso diverse interrogazioni, la crisi e l'abbandono dell'area della vecchia stazione».
Gian Luigi Pittau
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