>Quotidianamente siamo esposti, adulti, ragazzi e minori, ad immagini e situazioni in cui la violenza fa da protagonista. I mass media, i film e i video games sono strumenti di facile accesso ed utilizzo di ragazzi e pre-adolescenti. Quali sono gli effetti della violenza sul comportamento aggressivo? Da un’indagine dei primi anni 2000 il 68% dei programmi contiene scene di violenza e solo il 4% presenta tematiche contro l’aggressività e i soprusi. Le scene di violenza dimostrano conseguenze negative per il violentatore solo nel 16% dei casi, e in più della metà l’aggressore e/o l’assassino rimane impunito. Diversi anni fa un gruppo di ragazzini di Boston costrinse una donna a cospargersi di benzina e poi le diede fuoco. Questo omicidio con modalità particolari era la copia di un episodio televisivo trasmesso due sere prima. Casi analoghi si sono verificati anche in Italia dove il film “Arancia Meccanica” ha ispirato una serie di rapine attuate con le stesse modalità riconducibili inequivocabilmente a quest’opera cinematografica con elevato tasso di scene violente.
Questi episodi rappresentano chiaramente dei casi limite, episodi di inaudita violenza che per fortuna non sono una percentuale importante delle risposte comportamentali alla violenza televisiva. Tuttavia ciò dimostra quanto l’esposizione ai contenuti violenti della tv possa influenzare le azioni e l’agire di soggetti senza particolari problematicità.
La fascia d’età maggiormente a rischio è quella che va dai 5 ai 14 anni, periodo in cui bambini e preadolescenti passano gran parte del tempo libero davanti alla tv o ai video games, ed è anche il periodo in cui sono più sensibili e tendono ad apprendere comportamenti per imitazione di modelli osservati. Inoltre bisogna considerare che fino all’età dell’adolescenza i bambini fanno fatica a distinguere fra finzione e realtà: in queste condizioni è possibile che interpretino come reali, o imminenti, e dunque realmente pericolose, cose che in realtà sono solo fantastiche; oppure che tentino di imitare comportamenti possibili nella finzione scenica ma impraticabili nella realtà.
Assodato che l’esposizione a modelli violenti accresce la possibilità che vengano emessi analoghi comportamenti aggressivi come possiamo intervenire per controllare e limitare la visione di contenuti violenti?
Compito dell’adulto è quello di accertarsi che i film, le trasmissioni televisive e i video games siano adeguati all’età, e ridurre quelli in cui c’è molta aggressività.
A volte capita che il bambino/pre-adolescente assista anche per caso ad una scena particolarmente aggressiva o di violenza e piuttosto che cambiare canale improvvisamente e non commentare è più efficace guidarli nell’elaborazione delle scene a cui hanno assistito. A volte è necessario ad esempio aiutarli a distinguere la realtà dalla fantasia e i modelli positivi da quelli negativi.
Marianna Chessa
Psicoterapeuta Criminologa Forense
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