Con la Prefazione della Senatrice a vita Liliana Segre e coi contributi degli studiosi Silvia Haia Antonucci, Martino Contu, Georges De canino, Sira Fatucci, Rina Menasci, Amedeo Osti Guerrazzi, Claudio Procaccia, Marta Ravenna Lattes, la casa editrice Gangemi Editore International di Roma ha pubblicato nel corso del 2020, il volume “Le Fosse Ardeatine. Dodici storie”. L’ambizioso ed esaustivo progetto editoriale dal titolo “Dizionario biograficodei trucidati alle Fosse Ardeatine”, che vede gli inizi con questo primo libro, si svilupperà nel la pubblicazione di svariati volumi inerenti le biografie dei 335 martiri, ferocemente assassinati durante l’eccidio delle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944. Uno degli scopi prefissati “è quello di dare la dovuta rilevanza a tutti, anche alle vittime meno note e meno ricordate”. Ricordo che le persone brutalmente assassinate appartenevano ai più disparati ceti sociali e riflettevano diversi spaccati culturali e politici della società dell’epoca. Sul piano del metodo impiegato, Georges De Canino e Claudio Procaccia, segnalano che “gli studi hanno seguito due principali direttrici: da un lato la ricerca archivistica e dall’altro la realizzazione di una serie di interviste per confrontare il materiale d’archivio con le fonti orali”. In questo primo volume si riportano le schede biografiche di Orlando Della Torre, Angelo Di Castro, Cesare Di Consiglio, Franco Di Consiglio, Marco Di Consiglio, Mosè Di Consiglio, Salomone Di Consiglio detto Pacifico, Santoro Di Consiglio, Giorgio Fano, Sabato Amadio Fatucci, Emanuele Moscati, Gabriele Sonnino. Scrive Liliana Segre nella sua Prefazione che “(..) la Costituzione italiana affonda le sue radici anche nelle Fosse Ardeatine. Sulle 335 tombe aleggia lo spirito della Costituzione”, riportando sia l’articolo 2 che l’articolo 3 della Carta Costituzionale. Ruth Durughello, presidente della comunità ebraica di Roma scrive che “Oggi, con questo volume, è stata posta la prima pietra”. Aladino Lombardi, presidente dell’ANFIM, l’associazione delle famiglie dei martiri, scrive che “Con il racconto dei primi dodici martiri, delle 335 vittime si entra nel vivo delle storie vissute drammaticamente”. Tra i vari contributi e le schede proposte cito il saggio di Martino Contu, “Attilio Ascarelli e la strage del 24 marzo 1944. Il “sacrificio delle vittime”, le atrocità contro gli ebrei e le nuove frontiere della ricerca”. Il Contu, dopo una breve descrizione dei fatti di Via Rasella e della strage delle Fosse Ardeatine, pone in rilievo l’indissolubile legame tra il prof. Attilio Ascarelli e l’eccidio, definito dal medico come “sacrificio di vittime”. L’estensore del saggio evidenzia come l’Ascarelli, medico legale che esumò e identificò le salme, abbia voluto documentare non solo le atrocità commesse dai nazisti contro gli ebrei durante l’eccidio ma anche gli orrori commessi nei campi di sterminio. Ciò emerge prepotentemente dai documenti conservati all’interno dell’Archivio Attilio Ascarelli, Fondo Fosse Ardeatine, busta n. 1, presso l’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Macerata. Scrive Martino Contu che “la carneficina delle Fosse Ardeatine fu l’unico eccidio compiuto in Italia all’interno di una grande città e si tratta di una strage che ha colpito la coscienza collettiva di Roma e dell’intera nazione e che è divenuta simbolo della lotta civile e militare contro il nazifascismo”.
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