Gli articoli più richiesti sono sempre i prodotti tecnologici, capi d’abbigliamento anche sportivi, borse, scarpe e profumi ma si registra anche una crescita della domanda di giocattoli, libri sia nel formato digitale che in quello cartaceo più tradizionale e i prodotti enogastronomici di nicchia.
Questi dati sono in controtendenza con la crisi che ha colpito le vendite sia dei piccoli commercianti che di marchi prestigiosi, basti pensare che nel 2017 le richieste dei mattoncini della Lego sono calate dell’8% nei mercati europei e dell’America del Nord; nel 2018 il colosso americano del giocattolo come Toys ‘R’ che solo nel 2007 aveva un giro d’affari di quasi 14 miliardi dollari è stato costretto dalla concorrenza delle vendite su internet a chiudere i punti vendita degli Stati Uniti dirottando la sua attività in Canada mettendo a rischio oltre 30.000 posti di lavoro.
Dati non confermati dicono che ad un anno dalla loro apertura circa il 25% delle attività online aperte in Italia chiude perché non riesca a stare più sul mercato, vittime di quelle stesse prospettive che avevano convinto professionisti ed investitori ad entrare nel mondo dell’e-commerce. Abbiamo parlato del fenomeno con Giuseppe, 44 anni cagliaritano che dopo l’immancabile gavetta si è lanciato nel mondo delle vendite online: la sua idea è stata quella di aprire una piattaforma (un sito) divenuto presto riferimento per le principali aziende dei videogiochi che mandavano le loro novità allo scopo di testarle e valutarle attraverso articoli e voti numerici; per intenderci, un po' quello che fa la rivista “Quattroruote” nel mondo dei motori. Negli anni di maggior profitto si avvaleva della collaborazione di esperti e appassionati in tutta Italia, solo a Cagliari un decina, con un volume d’affari che in breve tempo gli ha permesso di acquistare un appartamento in centro citta (“del quale sto ancora pagando il mutuo” è solito precisare). Tra suoi clienti anche giovanissimi appassionati di videogiochi che si rivolgevano a lui chiedendo “trucchetti” per accedere al livello successivo; lo contattavano dalla Germania, Francia, Polonia, Gran Bretagna, Stati Uniti e naturalmente dall’Italia. L’intera attività faceva costante riferimento a quanto accadeva a Los Angeles presso la Los Angeles Convention Center in occasione della fiera annuale dell’Electronic Entertainment Expo meglio noto come E3, appuntamento fisso della seconda metà del mese di Giugno e palcoscenico abituale di grandi annunci non solo dei big del settore, ma anche di publisher e sviluppatori. La crisi che ha colpito l’economia mondiale congiuntamente all’ingresso massiccio dei colossi delle vendite online ha messo in crisi il settore per cui progressivamente anche Giuseppe si è visto costretto a ridimensionare il proprio volume di affari. Questa pausa forzata gli ha permesso di riprendere gli studi e poter così conseguire la laurea specialistica in informatica presso l’Università degli Studi di Cagliari a testimonianza che conoscenze e competenze sono sempre le basi dalle quali ripartire.
Antonio Obinu
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