Liberi e Uguali. Giuseppe Garau: “Occorre superare la miopia accentratrice e rilanciare gli investimenti pubblici e produttivi”


Cari lettori, non utilizzerò questo spazio per parlare del mio impegno per il territorio, come si usa fare quando si è candidati. E non criticherò gli altri schieramenti. Chi mi conosce sa bene che preferisco l'analisi e la riflessione ai toni forti e urlati o alla sfrontatezza di chi non possiede dubbi. Cercherò, invece, di spiegare le ragioni per cui la lista di “Liberi e Uguali” (rappresentata dal sottoscritto, Adriana Pusceddu, Vanda Fois e Carlo Pahler) ha deciso di sostenere la coalizione progressista guidata da Massimo Zedda: una candidatura innovativa, giovane e fresca, con un’importante esperienza politica ed amministrativa alle spalle. Un’esperienza necessaria per affrontare il cambio d’epoca che stiamo vivendo. Dobbiamo infatti attrezzarci e preparare il futuro. Per questo abbiamo bisogno di tutti i sardi. Di sardi consapevoli, istruiti e formati che sappiano leggere ed interpretare questo mondo in continuo cambiamento. Sardi capaci d’immaginare e realizzare percorsi innovativi per vivere e stare bene nella nostra Terra. Contrastando con un nuovo approccio “rivolto ai luoghi” l’ineluttabilità dello spopolamento e dell’emigrazione giovanile attraverso una strategia capace di abbracciare i servizi pubblici essenziali (di istruzione, salute, mobilità) e il lavoro sul mercato. Per fare questo occorre superare la miopia accentratrice di alcune riforme istituzionali e rilanciare gli investimenti pubblici e produttivi anche nelle zone interne. Dobbiamo ripartire dalle persone e dai territori: accrescendo il livello di istruzione dei giovani, aggiornando le competenze dei meno giovani e valorizzando il potenziale ancora inespresso della nostra dotazione di capitale territoriale. Coltivando anche un moderno ritorno alla campagna e remunerando il lavoro degli allevatori. Ma una nuova stagione di crescita del tessuto produttivo isolano passa necessariamente attraverso una riforma della burocrazia. Per questo vogliamo una Regione agile che decentra verso i territori alcune competenze e introduca dei meccanismi premianti e automatici per le imprese che reinvestono gli utili ed assumono in modo stabile. Il rilancio passa attraverso la predisposizione di bandi con regole chiare e semplici. Non piaceri, ma diritti e doveri uguali per tutti. Vogliamo lavorare per una Sardegna attrattiva per i turisti e per gli investitori. Con quali soldi, si chiederà a questo punto il lettore. Occorre una Sardegna con la schiena dritta per una nuova negoziazione con lo Stato che verta su entrate, infrastrutture, energia, insularità e diritto alla mobilità. Una Regione capace di accelerare la spesa ordinaria e programmare per tempo (insieme ai territori) i fondi strutturali europei 2021-2027, per spendere tutto e bene. Per alcuni può essere solo un sogno. Io voglio invece crederci. A Massimo Zedda, l'onore e l'onere di provarci. Il tempo è adesso. Proviamo quindi a prendere in mano il Futuro, facendo valere la nostra passione e le nostre idee.

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