L’ondata di Covid autunnale porta tanta paura anche in Marmilla per via dei numerosi casi di positività al virus accertati fra la popolazione. I casi più emblematici del territorio sono quelli di Villamar e Ussaramanna: i due Comuni contano, ciascuno, almeno due decine di casi di persone contagiate da Coronavirus e diversi nuclei familiari in quarantena preventiva. Nei restanti paesi del territorio, le positività conclamate si contano al massimo sulle dita di una mano: rimane tuttavia molto alta la preoccupazione, visto che nel corso della prima ondata di marzo, salvo qualche sporadico caso, la Marmilla rimase pressoché immune dal fenomeno. Intanto, per ordinanza di alcune amministrazioni locali, sono state adottate misure restrittive: è il caso di Villamar che con due ordinanze, una a distanza dell’altra di una settimana, ha prima chiuso le scuole e quindi posto diverse limitazioni all’utilizzo di parchi pubblici e palestre. Proprio per il dilagare dell’emergenza alcuni Comuni (è il caso di Siddi, Ussaramanna e Villamar) si sono attivati per effettuare screening sierologici alle rispettive popolazioni. Così Marco Sideri, sindaco di Ussaramanna e paese che, con oltre una ventina di positivi al virus, vanta il poco invidiabile primato nella Marmilla per numero di contagiati in termini percentuali, circa il 5% degli abitanti: «Fatta premessa che non svolgo l’attività di medico» dice il primo cittadino del paese «occorre fare qualcosa per invertire questo trend preoccupante di contagi. Dal mio punto di vista andrebbero fatte due cose: in primis che in Sardegna ci si attivasse per effettuare screening a tappeto tramite tamponi rapidi su tutta la popolazione sarda: sarebbe uno sforzo importante che permetterebbe di effettuare poi dei test più mirati». Tale procedura, suggerisce Sideri, dovrebbe però essere di ampio respiro: «Gli stessi controlli dovrebbero essere fatti a chiunque arrivi da porti e aeroporti: questo per non vanificare gli sforzi che si stanno mettendo in campo». Sui costi necessari a una simile iniziativa, vero limite all’attuazione della proposta, il sindaco non ha dubbi: «Attuare un piano di questo tipo è senz’altro un investimento oneroso: resto tuttavia convinto del fatto che procedere in questo modo sarebbe una soluzione ben più lungimirante che non quella di dover, invece, sostenere costi sociali, economici e fisici che finirebbero col gravare sul perdurare dell’attuale diffusione del virus».
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