di Simone Muscas
Nonostante sin da piccolo abbia sempre mostrato un grande amore per la scrittura, ha accantonato per tanto tempo quest’arte salvo poi, soltanto pochi anni fa, riprenderla in mano con slancio al punto da realizzare ben tre romanzi, l’ultimo di imminente pubblicazione.
È questa la storia di Antonio Spiga, originario di Lunamatrona, ma residente a Genova da oltre cinquant’anni: oggi pensionato ma, nel corso della propria vita lavorativa, ha ricoperto alte cariche nella gestione aziendale di importanti aziende della Penisola. La sua attività di scrittore prende avvio durante il lockdown del 2020 quando, per via del tanto tempo libero a sua disposizione, si concede cuore e anima nella stesura del suo primo romanzo intitolato “Ciocche di capelli e scarpette rosa”, a cui farà seguito un secondo volume dallo stesso titolo.
A breve sta per essere pubblicata “Il salto di Quirra” (The jump of Quirra), la sua terza e (al momento) ultima fatica letteraria: «Il mio prossimo libro - spiega l’autore - racconta una storia romanzata che trae spunto dalle vicissitudini accadute nel poligono militare di Quirra dove la realtà dei fatti si intreccia a racconti fantastici». La trama dei primi due romanzi invece, a differenza dell’ultimo libro, trae spunto da un’incidente avvenuto a una compaesana dell’autore, deceduta dopo essere stata investita da un camion in tenera età: da quel fatto ha origine un racconto su cui vengono costruiti dei fatti di fantasia.
Protagonista di questo libro una persona molto conosciuta nella comunità recentemente scomparsa: «Si tratta di Ireneo Sechi, mio amico d’infanzia, che è stato costretto sin da piccolo a muoversi con una carrozzina a causa di una disabilità. Ricordo che i miei amici e io pregavamo tantissimo perché lui guarisse e potesse finalmente camminare. Ireneo, nel mio libro romanzato, veste i panni di un poliziotto risvegliatosi dal coma a cui una madre si rivolge per trovare sua figlia scomparsa: da quel fatto ruoterà l’intera trama del libro durante la quale si intrecceranno eventi e momenti di vita fantastici».
Particolare non di poco conto il fatto che il denominatore dei suoi racconti sia sempre caratterizzato dalla comunità di Lunamatrona: «Lasciai il mio paese a soli 16 anni per studiare a Milano e poi vivere a Genova: oltre al lavoro, la pittura e la scrittura, pur a fasi alterne, mi hanno accompagnato nel corso della mia vita. Il mio paese natìo, nonostante i tanti anni di distacco, rimane sempre nel mio cuore: nei miei tre libri sinora scritti infatti i riferimenti alle mie origini e ai miei amici più cari non mancano mai».
In attesa della pubblicazione dell’ultima fatica letteraria, “Il salto di Quirra”, emergono altre caratteristiche dell’autore: da una parte l’amore per la propria terra e dall’altro la sensibilità verso coloro che vivono in difficoltà. «Tutto il ricavato per la vendita dei due primi libri “Scarpette rosa e ciocche di capelli” lo devolverò all’istituto ricerca tumori, mentre quello dell’ultimo racconto ho deciso di donarlo all’ospedale Gaslini di Genova».
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