«Quarant’anni fa un gruppo di appassionati di ciclismo tra cui Sergio Guidarelli, Virgilio Podda, Salvatore Fadda, Antonio Cocco, Antonio Piras, Antonio Maccioni e Bruno Senis in data 9 gennaio 1984 costituiscono la società denominata “Unione Ciclistica Guspini” cui colori sociali sono il bianco e il rosso». Il racconto e il breve excursus dell’attuale Presidente Sandro Atzeni è segnato, e non potrebbe essere diversamente, da un filo di giustificata emozione. Perché la passione che accompagna il presidente e l’attuale gruppo dirigente per questo sport, notoriamente sport di fatica e di grande umanità, spesso e volentieri povero di risorse finanziarie ma ricco di grande fascino e partecipazione popolare, è la stessa che quarant’anni fa mosse i primi passi e diede l’input a quella coraggiosa manciata di pionieri. «Ancora oggi portiamo avanti i principi dei padri fondatori della società con impegno e serietà partecipando a tutte le gare di Federazione in regione ed extra regione con le categorie giovanissimi – esordienti – allievi – juniores e amatori. Dalla partecipazione alle sole gare su strada si è passati alla multi disciplina che vede la partecipazione dei nostri atleti oltre che su strada anche in MTB, Ciclocross e Trial». Tante le gratificazioni, alcune legate al crescente interesse popolare per questa disciplina altre ascrivibili ai buoni risultati ottenuti da diversi atleti. E’ il caso del promettente giovanissimo Gabriele Marrocu, laureatosi recentemente campione regionale su strada esordienti 2° anno e quelli di Pier Andrea Carta, campione sardo Mtb e ciclocross e Alessio Saddi titolo regionale ciclocross master 5. Non mancano però neppure le difficoltà in primis la bassa natalità che influisce non poco sulle nuove iscrizioni poi la mancanza di un luogo dove potersi allenare. Difficoltà che interessa soprattutto le categorie più giovani che dovrebbe essere superata a breve grazie alle imminenti conclusioni del ciclodromo comunale che sarà fin da subito dato in disponibilità alla società. «Non possiamo che ringraziare i padri fondatori per ciò che hanno creato, conclude Sandro Atzeni, cercheremo di onorarli al meglio». Gianni Vacca
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