Si tratta di Maurizio Onnis, primo cittadino di Villanovaforru, che, dalla sua pagina Facebook, ha annunciato di non voler adottare l’incremento degli emolumenti. «La nostra giunta comunale - spiega Onnis - ha deciso di non assecondare la nuova norma regionale: continueremo a prendere quel che prendiamo adesso. Per essere chiaro: io, che prendo 830 euro netti al mese, potrei arrivare a prenderne circa 1.200. La somma stabilita per il sindaco potrà essere complessivamente stanziata anche per gli assessori: quelli di Villanovaforru, per stare all’esempio, potrebbero spartirsi più o meno 400 euro al mese. Io sono assolutamente favorevole ad accrescere gli emolumenti degli amministratori locali, ma non in questo modo. Non credo infatti sia giusto dare al sindaco e agli assessori, che sono parte in causa, la prerogativa di decidere se e quanti soldi pubblici mettersi in tasca. Io non sono l’amministratore delegato di una compagnia: non spartisco profitti. Questi sono soldi di tutti e il conflitto d’interessi è palese; per questo motivo trovo inammissibile la prerogativa concessa dalla Regione».
La riflessione di Onnis si incentra poi su una questione più personale attraverso cui affiora una delle virtù a lui più care: l’onestà intellettuale al suo impegno politico, virtù, a onor del vero, non diffusissima nella società odierna. «La Regione - conclude Maurizio Onnis - non ha stanziato a tale scopo fondi speciali. Il denaro va pescato entro l’annuale trasferimento finanziario ai Comuni. Significa che i soldi destinati dalla giunta a sé stessa vengono sottratti ad altri usi, vantaggiosi per la cittadinanza. Non mi sembra una grande idea. Inoltre ho un altro motivo, più personale, per respingere l’invito della Regione: voglio tenermi libero, rispetto all’ufficio di sindaco. Voglio potermene andare anche domani, se mi aggrada. Invece, quanto più nella faccenda entrano i soldi, tanto meno libertà mi rimane. Detto ciò, ripeto: sono assolutamente favorevole all’incremento delle indennità degli amministratori locali. A fronte del lavoro fatto, dell’impegno profuso, delle responsabilità che si accollano, dei rischi anche fisici affrontati, ricevono somme ridicole. Qualche euro in più, inoltre, incoraggerebbe un maggior numero di cittadini ad amministrare la propria comunità: sono sicuro che ciò gioverebbe al governo del territorio più di qualsiasi impianto di videosorveglianza. La strada scelta da Cagliari per soddisfare tale esigenza non è però adatta. Per tutto questo, la giunta comunale di Villanovaforru ha deciso di non assecondare la nuova norma regionale. Continueremo a prendere quel che prendiamo adesso».
Simone Muscas
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