Medio Campidano, crollano le case dei centri storici


La soprintendente di Cagliari Maura Picciau: “Non viene fatta la manutenzione degli edifici”

  di Mauro Serra
Dopo un mese di pioggia nei centri storici di Guspini, Gonnosfanadiga, Arbus e Villacidro sono crollate quindici case e cinque muri perimetrali di vecchie case campidanesi. Poca manutenzione. Servono soldi e in questo periodo c’è ne sono pochissimi, ristrutturare diventa un’utopia. I vecchi rioni sono i luoghi che dovrebbero raccontare l’identità di un paese, invece, stanno diventando nuove periferie: lontano dalle scuole, dai negozi, dai servizi e perdono progressivamente residenti. Un’emorragia che ormai ha colpito tutti i centri storici della Sardegna a causa di vincoli e norme edilizie restrittive, che allungano i tempi e aumentano le spese per lavori di ristrutturazione o di adeguamento dello stabile. Il patrimonio inutilizzato dei centri storici è del 40%. E gli effetti dello “spopolamento” cominciano a farsi sentire anche sul mercato immobiliare, le case hanno perso il 50 per cento del loro valore. Dal 2010 al 2020, nel Medio Campidano la percentuale degli alloggi inutilizzati è passata dal 21,3% al 41,8%. Ad Arbus dal 15,7% al 37,9% e così a Gonnosfanadiga. «Le cause di questa situazione sono molteplici», afferma Maura Picciau, soprintendente di Cagliari, «La difficoltà a ristrutturare una casa nel centro storico è la causa principale. I vincoli previsti devono essere rispettati. Molti comuni non hanno ancora approvato il Puc e questo può creare problemi d’interpretazione ai vincoli esistenti. Il Puc deve indicare gli edifici tutelati, che dovrebbero essere periodicamente sottoposti a manutenzione dai proprietari. E i lavori devono essere eseguiti da manodopera competente». «Se un tempo si ambiva a vivere nei centri storici – spiega Carlo Giordano di Immobiliare.it – oggi chi compra casa preferisce immobili più moderni, a costi più contenuti e possibilmente ben collegati dai mezzi pubblici. Una tipologia di offerta che si trova con maggiore facilità nelle zone del semicentro o della prima periferia. Gli appartamenti e gli stabili all’interno della cerchia del centro urbano sono spesso vincolati dal loro valore storico e artistico che limita eventuali progetti di ristrutturazione per cui sono meno appetibili per l’acquirente medio».

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