Viene infatti annunciata l’intenzione di creare un ambito tariffario limitato alla sola isola che determinerebbe per i sardi tariffe superiori rispetto a quelle applicate nel resto d’Italia, ponendo a carico dei soli utenti della Sardegna la maggior parte degli oneri di infrastrutturazione.
Per quanto riguarda la “decarbonizzazione”, appare indispensabile intervenire con la massima tempestività presso le autorità competenti, ai diversi livelli, per adeguare le scadenze previste alla situazione del nostro sistema energetico evitando che la chiusura delle centrali a carbone trovi la Sardegna priva di soluzioni energetiche alternative.
Va infine affrontata e risolta quanto prima la situazione delle aziende energivore per le quali la scadenza del regime di interrompibilità, fissato per il 31 dicembre 2020, in assenza di soluzioni durature che salvaguardino la loro competitività, rischia di rappresentare un ulteriore e forse definitivo colpo alle loro possibilità di sopravvivenza.
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