di Dario Frau
Un sarto che in paese operò negli anni 30/40 e i primi due anni del 1950, e che molti ottantenni ricordano, fu Modesto Muru. Era nato a Pabillonis nel 1894. Poco si sa della sua infanzia, ma da ragazzo apprese pratiche di barbiere e di sarto in alcune botteghe del paese. Abitava in una casa di via Roma, angolo via Tasso, dove attualmente si trova la Casa Museo, aveva la sartoria, in via San Giovanni, all’incrocio con via IV Novembre, dove oggi è stato realizzato un negozio di pezzi di ricambio, moto e bici.
«Era un bravo sarto, e di una certa personalità, vi lavorò come apprendista anche mio zio Ernesto, che era anche addetto ai mantici dell’organo della chiesa parrocchiale, e ne parlava tanto bene», racconta Rina Sida, insegnante in pensione che abitava vicino alla sua sartoria. Modesto Muru era una persona intraprendente, oltre che bravo sarto, con una numerosa clientela, lavorava anche come barbiere: «mi ricordo che da ragazzo andavo per tagliarmi i capelli nella bottega in via San Giovanni», racconta Mario Dessì. Il sarto-barbiere, aveva tre figli, due maschi, Ennio che per alcuni anni seguì l’attività paterna, ma da giovanotto lasciò questo mestiere per riprendere gli studi e si diplomò come tecnico industriale.
Anche il fratello Ughetto iniziò come sarto, ma anche lui riprese gli studi e prese il diploma di Istituto Magistrale e insegnò anche in paese, «Era un bravo maestro e molto comprensivo», ricorda Maria Cossu. In seguito Ugo si trasferì a San Nicolò d’Arcidano avendo sposato una ragazza benestante di quel paese. L’unica figlia, Agnese, prese la laurea in lettere e insegnò prima a Guspini, poi si trasferì in una scuola di Cagliari. Modesto, uomo, capace e di particolare intelligenza non si risparmiava e alternava la sua attività di sarto con quella di barbiere (molti lo ricordano anche per questo) due professioni che gli permisero di dare una solida formazione ai figli, nonostante la sua scomparsa prematura avvenuta a soli 58 anni, nel 1952.
© Riproduzione riservata