Foto di Stefano Mainas
Accompagnati da una giornata di sole, dopo alcune di pioggia, di questa primavera splendida nei suoi colori, il 16 aprile gli studenti delle classi 1^L, 3^L, 5^ L dell’Istituto Buonarroti-Volta di Guspini, guidati dai docenti Marta Floris, Alessandro Frongia, Giulia Tomasi, M. Ausilia Soddu e da un buon numero di volontari dell’associazione Sa Mena, hanno ripercorso da Guspini alle miniere di Levante l’antica via che i minatori. Dalla nascita delle miniere e sino al 1930, le cernitrici e anche i dirigenti la percorrevano per recarsi al sito minerario.

Il percorso è oggi parte integrante del Cammino Minerario di Santa Barbara.
L’antico sentiero storico de “Sa Bia de sa Mena”, riportato alla luce nel 2011 dai volontari dell’Associazione dei minatori Sa Mena e del gruppo Elafos che si occupava di territorio e di protezione del cervo sardo, dopo un violento incendio che lo aveva attraversato qualche anno prima, è tornato a vivere con tutto il suo splendore. Esso venne inaugurato nell’aprile 2012 alla presenza di circa 150 persone, e ripercorso, con grande piacere dalle due associazioni e da molti cittadini e cittadine.
Le salite e le discese un tempo coperte dai rovi e ferite dal fuoco tornano in questa primavera a presentarsi in tutto il loro splendore. La macchia mediterranea, tornata rigogliosa, ha ripreso il suo posto restituendo al camminatore quanto le era stato tolto.

Gli studenti si sono ritrovati all’inizio del percorso presso le Fornaci Scanu a Guspini. Dopo alcuni brevi cenni storici e antropologici a cura dei soci dell’associazione Sa Mena, la partenza. I saliscendi e il paesaggio, contornati dalla macchia mediterranea, cambiano ad agni passo e conducono, tra la carrareccia e i sentieri sino ai piedi di Pozzo Sartori nelle miniere di Levante.
La curiosità è cresciuta quando i soci dell’Associazione hanno raccontato agli studenti che su quel sentiero, prima che si costruisse la ferrovia che da Sciria portava a San Gavino, lunga 18,2 km e inaugurata nel 1876, passavano i carri trainati dai buoi che trasportavano i minerali, prima verso Cagliari e poi verso la stazione di San Gavino. Non è stato difficile individuare, tra le rocce presenti nel percorso, i solchi lasciati dall’uso delle ruote degli stessi.

Oggi si parla e si scrive di “camminare lento”, pare una scoperta, potrebbe essere invece una riscoperta o una fase nella quale si prende consapevolezza che in mezzo alla natura e alla bellezza in generale si cammina lentamente. Questo hanno fatto gli studenti, gli insegnanti e i soci di sa Mena, prendendosi tutto il tempo per osservare, raccontare, chiedere, commentare e occuparsi di chi avevano a fianco. Un “camminare lento” in mezzo alla storia, quella mineraria, che ha plasmato un territorio.
I racconti, gli aneddoti, le curiosità, i ruderi delle case dei minatori, i pozzi e i cantieri hanno fatto il resto rendendo la giornata particolare e unica.
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