Gisella Mura[/caption]
La selezione delle opere, per l’occasione, ruoterà attorno a un tema caro a Gisella Mura: “la Sardegna: la sua storia ancestrale, i suoi miti e le sue leggende”. «Gisella Mura è un’artista sarda e profonda conoscitrice della tradizione dell’Isola – spiega lo storico Daniela Madau – nonché ambasciatrice della nostra cultura nel mondo. Reduce da numerose esperienze e collettive a cavallo tra la Sardegna, l’Italia, l’Europa e l’America Latina, eletta tra i vincitori della “XXII Biennale di Roma”, racconta l’amore e la passione per la Sardegna attraverso tele, disegni e ceramiche di grande impatto emotivo. Un’artista che studia e racconta la forma umana, spaziando dal neoclassicismo all’arte bizantina ma con un tratto decisamente ancorato alla sua terra d’origine».
L’evento a Pernik è solo l’ultimo di una lunga serie dell’artista di Collinas che l’hanno visto l’artista impegnata in un assiduo studio della storia sarda per culminare con una serie dedicata alle maschere.
La Sardegna, d’altro canto, vanta una prosecuzione dell’antico rito della vestizione di maschere che dai festeggiamenti di Sant’Antonio a gennaio, accompagnano la comunità alle porte della Quaresima, culminando nella frenesia del Carnevale di Ottana e Mamoiada, Fonni e Olzai, Orani e Samugheo, Aidomaggiore e Oristano, Bulgaria e Sardegna.
Una scelta che vuole essere un ponte che collega due terre con tradizioni simili, forse nate da un unico ceppo, avvolte da un velo misterioso che le rende spettacolari e intime.
Simone Muscas
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