Il 22 febbraio è morto a Cagliari all’età di novantatré anni Angelino Atzeni uomo di grande caratura morale e politica, per tantissimo tempo autentico punto di riferimento negli anni di piombo, insieme al fratello Gianni, dell’intero movimento operaio del territorio e delle grandi rivendicazioni dei minatori nell’arburese e guspinese. Operaio, sindacalista, politico, nato ad Arbus il 5 ottobre del 1926, è stato Consigliere Regionale nella V Legislatura e per diversi mandati consigliere comunale per il Comune di Arbus. Conosciuto e stimato, le sue battaglie in difesa delle classi più povere iniziano ben presto quando cioè ancora giovanissimo nella frazione di Telle (Ingurtosu) iniziò a confrontarsi e a combattere, dopo aver trascorso un breve apprendistato come aiuto fabbro, contro la dura realtà della vita in miniera. Sempre e solo dalla stessa parte, coerentemente antifascista e in difesa dei diritti dei lavoratori. Il suo percorso politico, infatti, non lascia spazio a nessun tipo di revisionismo, ne politico, ne ideologico ne esistenziale.
Indirizza fin da subito la sua forza e la sua militanza politica iscrivendosi al Partito Comunista Italiano e dal 1991, venuto meno questo, al Partito della Rifondazione Comunista contribuendo in modo determinante alla rinascita e al consolidamento del circolo locale. Prese parte sempre in prima linea a tutte le grandi lotte che interessarono il grande bacino minerario di Ingurtosu e Montevecchio in modo particolare a quelle contro il famigerato “Patto Aziendale” partecipando attivamente ai lunghi scioperi in galleria. Fermo argine a sostegno dei diritti dei lavoratori fu condannato per lo sciopero e le occupazioni dei luoghi di lavoro avvenute nel 61-62 ma qualche decennio più tardi completamente riabilitato. Il suo linguaggio era semplice ed efficace come la sua passione per il disegno, spesso utilizzata per intrattenere i minatori nei lunghi giorni dell’occupazione. Con la scomparsa di Angelino Atzeni si chiude con ogni probabilità una delle pagine più belle e autentiche della politica locale e del territorio: passionale, autentica mai corruttibile e sempre in difesa dei più deboli. Un'eredità per le nuove generazioni o per chi vorrà farne uso, un prezioso messaggio di speranza che non può e non deve essere solo utopia. A signora Natalina, ai figli Laura con Walter e Ugo con Patrizia giunga dalla redazione della Gazzetta del Medio Campidano un caloroso affettuoso abbraccio.
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