Oasi del cervo: tempo di bramiti


more
>A mezza estate boschi e prati offrono  ancora cibo abbondante;le piogge sono cadute fino a giugno e l’acqua è ancora presente in numerose pozze. Le madri, ben nutrite,crescono i cuccioli con attenzione; sono sempre guardinghe e non smettono di sorvegliare il territorio ruotando testa e orecchie in tutte le direzioni.

Cominciano a farsi vedere anche i primi maschi che ormai hanno lasciato i loro quartieri invernali dove hanno trovato cibo sufficiente ad accumulare riserve e sono in splendide condizioni di trofismo; iniziano a “marcare” il proprio territorio prendendo a cornate cespugli e tronchi,soprattutto di pino,cipresso o lentisco, mentre qualche femmina è già in estro.

2

È allora che si ascoltano i primi bramiti,quasi timidi,isolati,ma che presto saranno tanti da renderne difficile la conta. Salgono dalla valle come rari brontolii lontani, appena percettibili,oppure esplodono vicini e potenti in un progressivo crescendo,animando di un poderoso sussulto i boschi fino ad allora silenziosi e apparentemente disabitati. Così si rinnova il rito della riproduzione che col suo cerimoniale tanto chiassoso e turbolento, e però tanto attento,appare nella sua finalità di un grande rimescolamento di cellule vitali pervaso dell’emozionante mistero del rinnovo e del perpetuarsi della specie.

3

I maschi, che per molti mesi ritirati nel bosco sembrava non esistessero più, tanto era difficile osservarli, si sono svegliati e dall’alba al tramonto, e di nuovo fino all’alba, bramiscono sempre. È il loro momento e ormai dominanti e sfidanti si urlano l’un l’altro la voglia di riprodursi, in una confusione di bramiti accorati che sanno di pura passione, con altri minacciosi di un attacco temerario o di difesa.

3a

Bramiscono ovunque da Montevecchio, anche tra le case, alla Costa Verde, alla periferia di Guspini, di Arbus e di Ingurtosu, sui crinali, nei fondo valle o nelle discariche minerarie. C’è il maschio che bramisce stando ben nascosto nel folto,ma in una posizione strategica alla confluenza di due canaloni, ma c’è anche quello che si esibisce sul crinale della collina, allo scoperto, a sfidare ed intimorire gli avversari esibendo la sua armatura, rispondendo colpo su colpo fino a zittirli tutti. Per poche ore sarà lui il re di un piccolo regno fatto di una minuscola parte di collina o di valle in prossimità di una pozza, come quello di Scaredda che per difendere le sue femmine, agitando il suo palco a dieci punte, maestoso e scuro, bramisce in un crescendo pauroso fino a terrorizzare il malcapitato avversario e indurlo ad abbandonare l’arena. Il maschio che dal bosco della valle di rio S’acqua arrubia emerge sul prato secco di Manenzias forse è appena sconfitto; è vecchio, ha i fianchi scavati, il respiro pesante, la bava alla bocca, bramisce anche sdraiato, in tutte le direzioni, pur di  farsi sentire e mantenere il controllo di un pezzetto di territorio; a piccole tappe, sdraiandosi più volte, attraversa tutto il campo per entrare nella valle di Rio Campu Sandru, spinto da una forza cui non può opporsi, in cerca di un’altra avventura.

4

I maschi che non risolvono la disputa a suon di bramiti e con l’immancabile esibizione della propria potenza, si affrontano un po’ ovunque su campi di battaglia quanto mai vari. Quando è il momento giusto va bene il bosco fitto di Crocorigas o delle valli intorno alla diga Donegani, come le scoscese discariche minerarie o il campo aperto, mentre una femmina, sta a distanza di sicurezza, attenta ad allontanarsi se non è ancora pronta.

A rio Pisotteddu, in una calda sera d’agosto, due sultani accecati dall’ardore tentano di incrociare le armature attraverso la rete di recinzione del campo,mentre in una pozza di Rio Irvi i due contendenti si spingono avanti e indietro con i palchi incrociati e in un susseguirsi di grandi spruzzi prima di sospendere all’improvviso la contesa e tornarsene ciascuno nel proprio territorio.

A fine settembre il bramito perde di intensità e piano piano valli e boschi tornano silenziosi. I maschi possono recuperare energie e peso bruciati in circa due mesi di intensa attività, mentre le femmine portano avanti la gravidanza appena iniziata,fino alla prossima primavera,quando nasceranno i cuccioli.

La legge naturale ha puntualmente operato ancora una volta e la specie ha dato prova di sicura vitalità.

Bruno Concas

© Riproduzione riservata