Tanti appuntamenti oggi a Sassari per la dodicesima edizione di Sulla terra leggeri, il festival letterario della Sardegna ideato e diretto da Flavio e Paola Soriga, con Geppi Cucciari, Nicola Muscas, Michela Calledda, Giovanni Dessole e Riccardo Uras che si concluderà domani. La rassegna è organizzata dall’associazione culturale Camera a Sud e dalla società cooperativa Le Ragazze Terribili. Hai paura del buio? – Cronache dal tempo presente è il tema scelto per l’edizione 2019 del festival. Oggi alle 20,30 in piazza Duomo alle 20.30, Eva Rasano incontra i piccoli lettori per parlare di “Le mie emozioni. Oggi mi sento: giallo”(La coccinella, 2018). Alle 21 torna invece Marino Sinibaldi, con un intervento dal titolo Sulla democrazia. Una riflessione sul grigiore di questi nostri tempi, sui rischi dell’indifferenza, “quando ognuno si sente solo e pare condannare alla solitudine il destino altrui”, un invito a restare umani. Si prosegue poi alle 21.30 con il dialogo tra il giornalista Alberto Urgu e Paolo Repetti, direttore di Einaudi Stile Libero, fondata insieme a Severino Cesari con il quale ha rivoluzionato l’editoria italiana a partire dalla seconda metà degli anni ’90. Una conversazione attorno al libro di Repetti Esercizi di sepoltura di una madre (Mondadori 2019), un originale romanzo familiare ironico e autoironico, intriso di umorismo yiddish Alle 22.15 uno degli incontri più attesi dell’edizione 2019 del festival, quello tra Geppi Cucciari e Roberta Petrelluzzi, storica conduttrice su Rai 3 di Un giorno in pretura, il programma di culto che, in oltre trent’anni, da semplice resoconto sull’andamento della giustizia in Italia è diventato un grande affresco dell’attualità nel nostro Paese. Il sabato di Sulla terra leggeri si chiuderà poi alle 23 con un incontro tra musica e parole con il giornalista Nicola Muscas e Maria Antonietta, cantautrice dall’animo punk con tre dischi all’attivo, apprezzata da pubblico e critica. Quest’anno il suo esordio editoriale per Rizzoli con Sette ragazze imperdonabili, un catalogo delicato e giocoso per ricordare a tutte le ragazze il diritto di gridare e di schierarsi.
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