Pabillonis, delegate volontarie dei missionari saveriani


Un impegno sociale e religioso che in paese dura cinquant’anni. La congregazione cattolica ha come obiettivo principale l'evangelizzazione
Pabillonis, delegate volontarie dei missionari saveriani

Mezzo secolo d’impegno missionario e umanitario. È questo il traguardo che hanno raggiunto le delegate volontarie del paese che per tutto questo tempo si sono impegnate per contribuire all’azione di evangelizzazione, educazione e aiuto umanitario dei Missionari Saveriani (P.I.M.E. - Pia Società di San Francesco Saverio per le Missioni Estere). 

La congregazione cattolica, fondata da Guido Maria Conforti nel 1895 a Parma, ha come obiettivo principale l'evangelizzazione e la testimonianza del Vangelo tra i non cristiani, con una forte presenza in Africa, Asia e America, ma oltre al dialogo interreligioso è fondamentale anche l’impegno per la cooperazione internazionale. Una componente significativa che, seguendo lo spirito evangelico, va di pari passo con l’impegno umanitario e l’attivazione di progetti sociali in aree povere e in contesti difficili, affrontando sfide come la povertà e la vicinanza verso gli “ultimi della Terra”. 


Un’azione concreta e attiva dove il volontariato è essenziale e che per vincere queste sfide imperniate sulla generosità, necessita di un supporto di “persone di buona volontà e di buon cuore”. L'opera dei Missionari Saveriani è, infatti, legata alla figura delle "delegate" (o delegate missionarie), un punto di riferimento e una rete capillare di laiche volontarie per supportare, appunto, l'animazione missionaria e la raccolta fondi. Questo movimento molto attivo in Italia, è particolarmente presente anche in Sardegna dove le delegate fungono da ponte tra i padri saveriani, le parrocchie e le comunità locali. Ecco dunque l’azione anche delle volontarie pabillonesi che, insieme a quelle di altre comunità, contribuiscono alla promozione umana e ai bisogni basilari dei popoli che soffrono. 

Sono passati tanti decenni, ma la resilienza di questo gruppo di volontarie-delegate, resiste nel tempo, come la più anziana, Maria Cadeddu che a 92 anni, nonostante l’età, rappresenta, ancora in paese, un punto di riferimento di queste operatrici. L’anziana delegata ricorda le altre, (qualcuna è scomparsa) che nel passato erano molto attive; tra queste vi erano Maria Franca Saba una delle promotrici, Peppina Cherchi, Anna Cadeddu e altre donne, che avevano iniziato già, una cinquantina di anni fa, questa benefica missione. 


Celestina ZurruAccanto alla decana, oggi, operano diverse delegate che ancora mantengono viva questa attività benefica con il loro impegno inalterato: Bonaria Frau, Celestina Zurru. e Giulia Pinna, soprattutto in modo pratico e operativo, coordinano l’attività di raccolta delle offerte dei benefattori che contribuiscono con la loro azione altruistica all’azione del mondo Saveriano. in paesi e ambienti che manifestano una particolare criticità sociale, sanitaria ed economica. 

Alcuni decenni fa, le delegate, in paese, erano più numerose e impegnate in modo differente: chi raccoglieva le buste con le offerte e chi, anche, provviste e viveri, soprattutto in alcuni periodi particolari dell’anno come la Pasqua, il Natale e a novembre. «Mi ricordo che in questa azione era molto impegnata anche Ida Cadeddu, sorella di Maria che con la sua vecchia Fiat 126 andava nelle case dei benefattori per raccogliere queste offerte», racconta una delle volontarie. In questo contesto e lasso di tempo, un particolare punto di riferimento era padre Antonio che in paese, ancora ricordano e che grazie al suo carattere empatico e gioviale era benvoluto da tutti e portava parole di conforto e amicizia a tanti anziani». Un altro particolare, che molte rimarcano, era, inoltre, il viaggio in pullman, che veniva noleggiato, per recarsi alla Casa dei Saveriani a Cagliari «era sempre pieno e portavamo anche provviste e viveri di ogni tipo per trascorrere una giornata all’insegna di un arricchimento spirituale, di azioni condivise, momenti socializzanti e conviviali e per il piacere di stare insieme intorno a una tavola imbandita». 

Oggi, al posto del pullman, si viaggia in auto, ma lo spirito è rimasto sempre lo stesso. Tante azioni ed esperienze che le volontarie di Pabillonis mettono in pratica, con la consapevolezza di fare del bene e contribuire così, al riscatto sociale di aree povere del mondo, ricevendo in cambio, un significativo arricchimento interiore. Un supporto importante, dunque, per la missione dei Saveriani che insieme alla testimonianza del Vangelo tra i non cristiani, si “fanno carico” delle sfide contro la povertà e testimoniando con la loro azione, la vicinanza verso “gli ultimi della Terra”.

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