Paolo Truzzu è nel pieno del suo tour elettorale e risponde alle nostre domande in un momento di pausa tra un incontro e l’altro. «La campagna è partita un po’ in ritardo – dice - alterniamo l’ascolto dei territori, dei sindaci e delle realtà imprenditoriali e sociali con gli incontri pubblici». "Nessuno slogan - Solo Sardegna" è lo slogan della campagna di comunicazione. Una scelta interessante. “È una frase semplice e chiara perché non crediamo al partito della bacchetta magica. Ci aspetta un duro lavoro. Dobbiamo mettere insieme tante azioni concrete in un quadro di scelte razionali”. Quali misure intende adottare per stimolare lo sviluppo economico della Sardegna? «La Regione ha parecchie risorse. So come investirle. Non voglio tenere un solo euro nelle casse, sarebbe un delitto. Da un lato il sostegno all’impresa, dall’altro procederemo con una serie di investimenti infrastrutturali» C’è una proposta concreta che vuole illustrare? «Voglio lanciare la zona franca digitale. Da anni siamo all’avanguardia nel settore tecnologico, con professionisti esperti. Ipotizzo un abbattimento delle tasse per i primi 5 anni per ogni nuova impresa digitale costituita in Sardegna. Sarebbe uno straordinario elemento attrattivo anche per i cosiddetti nomai digitali. Il nuovo lavoro è lì». C’è un tema di semplificazione burocratica e di accesso al credito. «Sì. Ne sono consapevole. Penso anche al rilancio della Sfirs come motore di nuove idee progettuali. Alla base però deve esserci una visione. Per me la Sardegna cresce se investe in ricerca scientifica, in biologia, in medicina, in chimica, in fisica. Se porta l’Einstein Telescope nel centro della Sardegna. Non sono solo i tremila posti di lavoro ma il prestigio e le attenzioni di tutto il mondo». Sul tema energia? “La conferma della dorsale del gas (siamo gli unici senza metano) consente non solo la ripartenza del sistema industriale sardo ma anche la possibilità di creare nuove iniziative industriali e attrarre investimenti e capitali. Sole e aria sono materie prime che attualmente fanno gola. Preciso che dirò no ad ogni speculatore. Pianificheremo noi le zone dove sarà possibile fare le rinnovabili. La mia idea è fare della Sardegna l’Isola dell’idrogeno, ci sono progetti ormai in fase molto avanzata. Scienza e storia, ricerca e cultura, questi sono i connubi vincenti. Vecchio e nuovo, tutto si tiene se si ha fantasia e voglia di rischiare.” Continui. «Sostengo con grande forza il riconoscimento Unesco del nostro patrimonio nuragico. Credo che congiungere ricerca scientifica con cultura e storia sia una delle chiavi per connotare la Sardegna in chiave contemporanea. Lo spopolamento e l’emigrazione si combattono insistendo certamente sulla salvaguardia dei servizi ma con idee chiare. In Sardegna si vive bene ma non basta. Occorrono possibilità di lavoro. Immagini questo approccio legato al sostegno dell’agricoltura con la riforma della Pac e l’attenzione verso le filiere. Oppure con un turismo vario, per tutte le tasche ma sempre rispettoso dell’identità dei luoghi». Sanità e continuità territoriale sono i temi che tolgono il sonno a chiunque si accinga a governare… «Una cosa voglio chiarirla: non farò inutili riforme drastiche. Per troppo tempo ci si è concentrati sulla dimensione dell’ospedale. Dobbiamo ripartire da un rafforzamento della rete territoriale e della medicina di prossimità, oltre a sfruttare le risorse del Pnrr sulla telemedicina. Sono assolutamente convinto che le borse di studio debbano essere destinate solo ai sardi. Per quanto riguarda la continuità territoriale sono già d’accordo con il governo nazionale per trovare una soluzione duratura in Europa. Voglio garantire il diritto alla mobilità per i sardi per tutto l’anno. E poi, per chi viene da fuori, un sistema che si avvantaggi della concorrenza tra compagnie. Una mia idea è quella di ridurre le tasse aeroportuali per abbassare i prezzi dei voli». Vuole dire qualcosa agli elettori del Medio-Campidano? «È una terra molto vivace. Ci sono tutte le possibilità di costruire economia con le peculiarità ambientali e agricole. Vanno sfruttate con rispetto e attenzione. Siamo seduti su uno scrigno prezioso!».
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