>Anticamente alla fine del carnevale le diocesi iniziavano la preparazione alla Santa Pasqua con le “Quarant’ore” una tradizione ancor oggi in uso. A Gonnosfanadiga le Quarant’ore hanno avuto inizio nella Parrocchia del Sacro Cuore, il 13 marzo con la celebrazione eucaristica e l’adorazione personale e si sono concluse il 15 marzo con la preghiera comunitaria e la celebrazione conclusiva. La preparazione alla più importante festa religiosa prosegue con il triduo Pasquale: il giovedì santo in cattedrale ad Ales la benedizione degli Oli Santi, con il rinnovo degli impegni sacerdotali. Alla sera la tradizionale Santa Messa detta “in Cena Domini”, con la lavanda dei piedi rivolta ai bambini che faranno la prima comunione. Il venerdì santo, nel primo pomeriggio l’adorazione della Croce e alle ore 20,30 la via Crucis per le strade del paese con partenza dalla chiesa di Santa Barbara, per concludersi nella parrocchia del Sacro Cuore. Il Sabato Santo, nel pomeriggio, le prime Confessioni per i ragazzi di terza elementare, alle 22 inizio della solenne veglia pasquale, con l’amministrazione di un Battesimo. Durante il triduo pasquale la Chiesa non può celebrare messe esequiali, ma solo la liturgia della parola. Il giorno di Pasqua soliti orari delle celebrazioni e processione dell’Incontro che si concluderà con la concelebrazione, rito a cui partecipano tutti i sacerdoti di Gonnos. Al pomeriggio, con la Santa Messa, avrà inizio la festa in onore di Santa Severa. Il simulacro sarà accompagnato in processione nell’antica e suggestiva chiesa campestre ubicata ai piedi del Monte Linas, il giorno seguente nella località montana breve processione attorno alla chiesetta e Santa Messa con panegirico. Al pomeriggio recita del rosario e rientro del simulacro della Santa in parrocchia. Martedì 29, alle 17, don Giorgio Lisci, parroco della parrocchia del Sacro Cuore e responsabile diocesano della pastorale della salute, celebrerà nella chiesa di Santa Severa la messa per i malati. «Quest’anno, - afferma don Giorgio Lisci, - la Pasqua avrà un sentimento di gioia maggiore perché avremo la possibilità di rivedere aperte al culto le parrocchie di Santa Barbara e della Madonna di Lourdes, il cui restauro ha richiesto tempi davvero biblici. Questa gioia sarà ancora più grande se riusciremo oltre agli edifici a rendere nuovo anche il nostro cuore». Francesco Zurru
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