di Maurizio Onidi
“Patrick Zaki una storia egiziana” (Feltrinelli Comics, 2022) è il libro di Laura Cappon, giornalista guspinese, che con la collaborazione di Gianluca Costantini, fumettista e attivista, disegnatore dell’immagine più diffusa di Patrick Zaki, ha realizzato un’opera di graphic journalism.
Un fumetto per ricostruire la vicenda drammatica del giovane studente egiziano che ha destato attenzione a livello internazionale e mobilitato le coscienze contro la violazione dei diritti umani. Una ricostruzione ricca di interviste e approfondimenti, destinata a fare discutere e riflettere.
Laura Cappon, laurea in Lingue e Culture Orientali all’Università di Bologna, vincitrice di numerosi premi per i suoi articoli, vanta importanti collaborazioni con testate giornalistiche ed emittenti televisive nazionali e internazionali e la giornalista che fin dall’inizio ha seguito il caso di Patrick Zaki, studente all’università di Bologna, arrestato al Cairo il 7 febbraio del 2020 con le accuse di «diffusione di false notizie dentro e fuori il paese» e scarcerato l’otto dicembre 2021. Accuse per le quali è ancora sotto processo in Egitto e che il 28 febbraio affronterà la nona udienza.
Perché la scelta di questa storia?
«È questa storia che si è fatta scegliere da me. Una vicenda molto complessa che per accuse più o meno identiche vede coinvolti circa 60 mila detenuti politici nelle carceri egiziane di cui non sappiamo niente. È molto difficile spiegare il sistema giudiziario egiziano che come nel caso di Patrick abusa della custodia cautelare con il “riciclo dei casi”, aggiungendo di volta in volta, dei capi d’imputazione per prolungare la detenzione. Persone che con questo sistema stanno in carcere anni e anni».
Il suo rapporto con la terra sarda?
«Manco ormai da sette anni. Prima l’università a Bologna che mi accomuna alla storia di Patrick, poi per quattro anni in giro per il mondo per svolgere il mio lavoro di giornalista. L’uscita di questo libro anche nell’isola è stata accolta con molto interesse. Tanti Comuni hanno chiesto che venga presentato da loro e si sono offerti per conferire a Patrick la cittadinanza onoraria. La Sardegna è casa mia dove ogni tanto sento il bisogno di tornare».
Cosa racconta questo libro e come hai potuto realizzarlo?
«Racconta la storia di un ragazzo di 28 anni che mentre studiava a Bologna decide di rientrare in Egitto per una breve vacanza in famiglia. Viene immediatamente arrestato e tenuto in carcere per oltre due anni con l’accusa di «diffusione di false notizie dentro e fuori il paese. Ho intervistato i genitori, la sorella, e gli amici di Bologna che hanno evidenziato l’empatia di Patrick che dopo quattro mesi a Bologna conosceva mezza città. Il libro si divide in tre capitoli, la storia di Patrik, la vicenda processuale e la mobilitazione generata in Italia grazie anche ad Amnesty International. Il libro l’abbiamo realizzato in meno di un anno. La collaborazione con Gianluca Costantini è stata straordinaria».
I momenti più emozionanti?
«Tanti ma in particolare il momento in cui, dopo la scarcerazione abbiamo potuto dialogare con Patrick tramite skype e la immediata realizzazione da parte di Costantini della seconda immagine di Patrick, questa volta senza il filo spinato che avvolge il suo viso. Un disegno parlante».
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