Da una parte Goletta Verde dall’altra National Geographic. C’erano una volta 5 vele e Bandiere Blu inconfondibile riconoscimento che certificava le grandi valenze ambientali e naturalistiche del litorale arburese. Le prime e ultime apparizioni nella hit parade nazionale delle località marine e lacustri più belle, maggiormente tutelate e preservate, risalgono al 2002 e 2006 quando Goletta Verde riconobbe le 5 Vele alle bianche dune di Piscinas e classificò il vasto compendio della Costa Verde al terzo posto assoluto a livello nazionale. Da qualche anno un silenzio assordante! Niente Piscinas con il suo sistema dunale più esteso (e più bello) d’Europa e neppure Scivu e la sua oasi naturalistica del WWF che da qualche anno vigila su questa parte di paradiso. Strano ma vero! Cosa alquanto singolare dal momento che la classifica recentemente stilata da Kimberley Lovato per la versione internazionale di National Geographic annovera la spiaggia di Piscinas nella “Costa Verde, nel sud ovest della Sardegna” tra le spiagge più belle al mondo.
Piscinas, in realtà l’unico vero deserto europeo con dune alte fino a 120 metri è stata altresì inserita assieme allo Sleeping Bear Point del Michigan (USA) e alla Corniche Beach in Francia, tra le mete ideali e preferite, a livello mondiale, dagli amanti delle dune, i cosiddetti “Dune walkers”.
Goletta Verde alla quale attraverso una minuziosa e attenta navigazione è demandato il compito di stilare annualmente l’importante classifica per il 2019 ha riconosciuto al compendio della Costa Verde solo le Quattro Vele, un risultato lusinghiero tuttavia inferiore alle aspettative. Per entrare nell'esclusivo club delle località meritevoli di attenzione e quindi di citazione, status che garantisce poi fortissimi ritorni pubblicitari e di immagine, a quanto pare occorre ben altro.
Non solo acque pulite e paesaggi mozzafiato ma anche servizi e infrastrutture. Proprio quei servizi e infrastrutture dei quali è vistosamente carente (e vengono negati) al compendio Costa Verde. Nei “salotti buoni” delle associazioni ambientaliste italiane questa parte di territorio infatti soffrirebbe già di un eccessivo carico di presenze umane e sarebbe addirittura auspicabile per alcuni delicatissimi siti una deantropizzazione.
Ad Arbus ci si interroga di quanto sia utile per l’economia del paese questo ambientalismo a intermittenza sempre pronto ad ingaggiare pesantissime battaglie ideologiche che spesso toglie senza mai dare nulla in cambio. Legambiente e Touring Club Italiano hanno presentato qualche giorno fa “Il mare più bello d’Italia 2019”, la nuova Guida Blu, il meglio del mare e dei laghi in Italia e assegnato le ambitissime 5 vele a 16 comprensori turistici dei quali ben cinque sono in Sardegna: la Baronia di Posada e Parco di Tepilora, il litorale di Chia, la Gallura Costiera e l’Area Marina Protetta di Capo Testa.
Quasi in contemporanea anche FEE (Foundation Environmental Education/Fondazione Educazione Ambientale) ha stilato e assegnato attraverso il programma denominato Bandiera Blu 2019 il riconoscimento a 170 località italiane. La Sardegna come avviene ormai da qualche anno si conferma con ben quattordici località, tra le regioni italiane più premiate.
Nell’ordine: Badesi, Santa Teresa di Gallura, La Maddalena, Palau, Castelsardo, Sorso, Sassari, Trinità d’Agultu, Vignola, Sant’Antioco, Oristano, Tortolì, Quartu Sant’Elena e Teulada.
Nessuna nomination ne riconoscimento dunque alle località del litorale arburese che appare timidamente solo con il simbolico quanto inutile riconoscimento delle quattro vele.
La domanda a questo punto sorge spontanea: possibile che una guida che punta, a valorizzare al meglio zone meno sfruttate e perciò più incontaminate ricche di biodiversità, spiagge deserte o poco affollate, luoghi e angoli incantevoli, feste e tradizioni ancora vive non abbia trovato un pur minimo spazio dove collocare due autentiche perle come Piscinas e Scivu?
Castiglione della Pescaia, premiato con la Bandiera Blu per il ventesimo anno consecutivo, è una località maremmana in provincia di Grosseto che nel periodo invernale conta appena 7.500 anime mentre durante tutto il periodo estivo riesce a portare a casa oltre un milione e trecentomila presenze.
E così anche per altre località, moltissime nel Salento dove il comparto turistico-ricettivo ha raggiunto standard quasi simili alla riviera romagnola ma anche Pollica in provincia di Salerno o Otranto in provincia di Lecce. Tutte località dove il carico antropico è al limite del collasso. Classifica (in) oppugnabile? Forse!
Chiaro nessun atto d’accusa e tantomeno nessuna dietrologia perché riteniamo la giuria nazionale e la commissione tecnica giudicante al di sopra di ogni possibile sospetto.
Tuttavia il forte ritorno economico e di immagine che Guida Blu con le 5 Vele e Bandiera Blu garantiscono alle località premiate lasciano (in)consapevolmente in tutti noi più di qualche innocente dubbio.
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