Le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, di diagnostica per immagini e di laboratorio eseguite prima di accedere alle tecniche di Pma saranno erogate con oneri a carico del Sistema sanitario regionale, fatto salvo l’eventuale pagamento della quota di compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini, come disposto dalla normativa vigente, per le coppie fino al compimento del 43° anno di età della donna.
“In Italia” rammenta l’assessore Arru, “l’accesso alle tecniche di Pma è regolato dalla legge n. 40 del 2004 che nella sua formulazione originaria vietava alle coppie infertili il ricorso alle tecniche di fecondazione eterologa. Il 9 aprile del 2014 la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 162, ha dichiarato illegittimo il divieto di fecondazione eterologa per violazione degli articoli 2, 3, 13 e 32 della Costituzione. Possono dunque accedere alle tecniche di fecondazione eterologa coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, per le quali è stata accertata e certificata una patologia che sia causa irreversibile di sterilità o infertilità per uno o per entrambi i partner”.
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