Arbus, in arrivo 56 milioni di euro per le bonifiche di Montevecchio Ponente. Attesa da un intero territorio la decisione finale che porti dopo anni alla definitiva soluzione del problema. Ci sono 56,8 milioni di euro disponibili per le bonifiche dell’area mineraria di Montevecchio Ponente compreso (soprattutto) Rio Irvi. Ventisei milioni di euro arrivano dai fondi del Ministero e 30 a valere sull’accordo sviluppo e coesione firmato dal Governo e dalla Regione. Disponibili per le prove di pompaggio un altro milione e duecentomila euro che, stagione (piovosa) permettendo, potranno essere eseguite però non prima del prossimo mese di ottobre. In stand by ci sono altri 500.000 euro non ancora utilizzati da tempo già nelle casse di IGEA. Alla presenza di un folto pubblico e di numerosi rappresentanti delle istituzioni regionale e nazionale di questo si è parlato nel consiglio comunale aperto tenutosi venerdì 11 giugno su espressa richiesta della minoranza consiliare di Avanti Arbus, primo firmatario il capo gruppo Michele Schirru. Presenti l’Assessore Regionale alla Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, i consiglieri regionali Gianluigi Piano (PD), Alberto Urpi (Sardegna al Centro 20venti) ed Emanuele Cera (FI) e i parlamentari onorevoli Gianni Lampis (FdI e componente commissione ambiente della camera) e Francesca Ghirra eletta nelle fila di Alleanza Verdi e Sinistra. [caption id="attachment_137540" align="alignnone" width="1200"]
Piscinas (foto Paolo Biancu), l'area dunale trarrebbe enormi benefici dalla bonifica del Rio Irvi[/caption]
Chiare e nette le richieste presentate in apertura dei lavori da Michele Schirru riassumibili in tre punti:
-L’approvazione urgente del progetto esecutivo di bonifica dell’intera area di Montevecchio Ponente;
-La salvaguardia dei 56,8 milioni di euro destinati alle bonifiche dell'area, affinché non vengano persi o dirottati altrove come accaduto in passato;
-La realizzazione di un Piano di sviluppo e riconversione economica dell’area frutto di una collaborazione istituzionale tra Comune di Arbus e Regione Sardegna con valorizzazione turistica e produttiva del patrimonio ex minerario del quale dovrebbe trarre massimo beneficio la borgata di Ingurtosu.
«Il nostro è un territorio - sostiene Michele Schirru - che non ha espresso del tutto il suo potenziale. Necessario dunque che le bonifiche vengano accompagnate da un piano di riconversione sostenibile che coinvolga nella stesura e nella realizzazione una forte partnership tra pubblico, regione, comune, IGEA, provincia e privati».
Sicuramente un cambio di passo quello avviato dall’ attuale Giunta Todde che come afferma nel corso del suo atteso intervento l’Assessore Regionale alla Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi: «Montevecchio Ponente è un codice rosso sul quale è necessario in modo urgente e indifferibile intervenire. E’ volontà di questa giunta dare un nuovo e più deciso corso al problema delle bonifiche in Sardegna. C’è sicuramente bisogno di snellire un iter burocratico lungo decenni. A partire proprio dalle prove di pompaggio del prossimo autunno che saranno propedeutiche alla stesura di un cronoprogramma il più possibile snello ed efficace. Questo territorio è una perla che va resa fruibile e pronta ad accogliere uno sviluppo sostenibile».
Linea fortemente condivisa anche dalla maggioranza come si evince dagli interventi del sindaco Paolo Salis e del suo vice Simone Murtas che si soffermano anche sulla necessità di un percorso che a livello politico e sociale debba essere necessariamente unitario. «Vincoli ovunque ma senza tutele - dice Simone Murtas – il Rio Irvi sversa ancora metalli pesanti, un danno enorme per un territorio in questa situazione poco appetibile a eventuali investimenti di valorizzazione turistica».
Forte l’intervento dell’on. Gianni Lampis componente della commissione Difesa dell’Ambiente della camera che punta il dito sulle responsabilità di IGEA: «Continuerò a vigilare affinché questi fondi vengano utilizzati subito e nel modo giusto. Spero che Igea possa riscattarsi. Nel 2030 dovrebbero completarsi le opere di bonifica. Dal 1998 resta poi il problema degli immobili mai risolto con i comuni ostaggi di scelte sbagliate e irrazionali. “Bisogna portare la pagnotta a casa” - conclude il parlamentare - esiste un patrimonio che potrebbe essere destinato ai privati».
A seguire gli importanti contributi della parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra Francesca Ghirra, dei consiglieri regionali Emanuele Cera, Gianluigi Piano e Alberto Urpi e dei consiglieri comunali Agostino Pilia, Gianni Lussu e Michele Atzeni e dell’assessore al Turismo del comune di Arbus William Collu tutti d’accordo sulla necessità di imprimere alla questione bonifiche una soluzione definitiva. Ne va delle legittime aspettative di riscatto dell’arburese e di intere popolazioni.
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