Piscinas, rio Irvi: partono le bonifiche


di Gianni Vacca
I sette kilometri che dalla galleria Fais trasportano attraverso le acque del  Rio Irvi  metalli pesanti verso la spiaggia di Piscinas a breve saranno bonificati. La Regione Sardegna con un progetto di 460.000 euro  interamente finanziato con risorse dell’Assessorato all’Industria ha infatti deciso di mettere in completa e definitiva sicurezza quella delicatissima porzione di spiaggia dove il Rio Irvi o Rio Piscinas dopo aver attraversato una vasta porzione di delicatissime aree dunali sfocia e termina la sua corsa. La completa messa in sicurezza del “fiume rosso” offrirà dunque a Piscinas,  uno dei posti più belli e affascinanti del Mediterraneo e del pianeta, un autentico capolavoro della natura sfregiato e trascurato per anni, il giusto meritato riscatto.   Interventi immediati, come e quando.  La  bonifica attesa da anni e più volte promessa dovrebbe essere finalmente realizzata. Il progetto porta la firma di Igea e se i tempi previsti dal cronoprogramma saranno rispettati la bonifica sarà portata a termine entro la fine della prossima estate. Previsto l’intervento sull’acqua di falda che fuoriesce ininterrottamente in corrispondenza della galleria Fais, nel cantiere di Casargiu, con una portata di 30 litri al secondo che verrà dunque bloccata a monte, acqua che verrà poi trattata e successivamente dispersa nel suolo o reimmessa nel Rio Irvi impedendole così di raggiungere l’arenile cosa che peraltro funge anche se solo parzialmente da depuratore naturale. [caption id="attachment_66847" align="alignnone" width="826"] Gianni Lampis, Assessore alla Difesa dell'Ambiente[/caption] Determinante il lavoro portato avanti dall' Assessore Regionale alla Difesa dell'Ambiente Gianni Lampis, artefice di una battaglia, come ricorda lo stesso assessore, iniziata e portata avanti per anni anche dai banchi del Consiglio Comunale. «L'area mineraria di Montevecchio Ponente nel territorio comunale di Arbus - dichiara Gianni Lampis - è da anni interessata dalla insorgenza delle acque di falda in corrispondenza della galleria Fais, nel cantiere di Casargiu. Il problema che interessa l'intero corso del Rio Irvi a valle della galleria mineraria si è manifestato a seguito della fermata dell'impianto minerario di eduzione che ha comportato la risalita della falda dell'acquifero costituito dall’imponente sistema di gallerie utilizzate per l’estrazione dello zinco».«Attualmente  - precisa l’assessore  - sono state avviate in cantiere le attività propedeutiche all’installazione dei sistemi di pompaggio e trattamento. Il cronoprogramma prevede una durata complessiva pari a 22 settimane. Inoltre - conclude l'Assessore Lampis - è  in corso da parte dell'Istituto  Superiore per la Protezione Ambientale (ISPRA) e sotto il coordinamento dell'Assessorato della Difesa dell'Ambiente, la fase di analisi e rischio sulle discariche minerarie dell'area». Un primo importante deciso passo verso l'auspicabile completo risanamento e bonifica  delle numerose discariche e sversamenti  ancora pericolosamente presenti negli oltre cinquemila ettari delle aree minerarie dismesse dell’arburese e guspinese. Rio Irvi  il fiume rosso. Il fiume è rosso per la pesantissima contaminazione da metalli pesanti  tra i quali rame, cadmio zinco, nichel e piombo. Tutti sversati in superfice attraverso la fuoriuscita delle acque di falda. Un problema che dalla chiusura definitiva delle miniere avvenuta nel ’91 e i successivi primi segnali riscontrati nel ’96 della presenza di forti elementi di inquinamento è andato sempre più in crescendo. Troppi i quesiti, tante le battaglie, troppe le paure. Un dibattito aspro e senza esclusioni di colpi che per anni ha coinvolto il mondo della politica regionale e locale, associazioni di vario genere, IGEA, studiosi, ecologisti e cittadini. Una vera e propria via Crucis che dopo anni  di  illusioni e delusioni sembra finalmente giunta a un traguardo prezioso e simbolicamente importantissimo atteso e auspicato da tutti.  

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