Il degrado della vecchia stazione


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>Da otto anni è il regno del degrado e dell’incuria la vecchia stazione, che un tempo era il cuore pulsante del paese. Ecco perché i cinque consiglieri comunali di minoranza Simone Angei, Maria Elena Addari, Giusy Chessa, Silvia Mamusa e Nicola Garau chiedono al Comune tempi certi sul quello che sarà il futuro dell’area dismessa dalle ferrovie anche perché l’amministrazione guidata dal sindaco Carlo Tomasi governa il paese da oltre due anni.

L’ACCORDO Per il primo cittadino la vertenza è molto complessa anche perché negli ultimi si è arrivati a una contrapposizione tra Comune e ferrovie che ora è stata superata: «Abbiamo raggiunto - spiega Carlo Tomasi - un accordo con la dirigenza della Rete Ferroviara italiana (Rfi) regionale e nazionale, che ci sta conducendo alla definizione conclusiva degli aspetti tecnici inerenti a un comodato d’uso gratuito comprendente l’intero tracciato della vecchia stazione, piazza Cesare Battisti, la linea ferroviaria, le palazzine di piazza San Marco e il campetto sportivo».

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VALORIZZAZIONE DELL’AREA «In origine i vertici delle ferrovie», prosegue Carlo Tomasi, «contemplavano la sola cessione tramite vendita al nostro Comune per una cifra di ben un milione e seicentomila euro, cosa che ovviamente andava al di là di ogni ragionevole disponibilità economica su cui San Gavino Monreale avrebbe mai potuto contare. Invece, tramite innumerevoli incontri e conciliazioni, dopo aver illustrato il progetto di rivalorizzazione di tutta l’area ora fatiscente per scopi di promozione culturale, sociale ed istituzionale, si è perseguita una fattiva collaborazione fino ad arrivare a quest’accordo».

FUMATA BIANCA Insomma il tempo di sedersi intorno a un tavolo per chiudere l’accordo che vede coinvolte Rfi regionale e Rfi nazionale. Di qui un appello di collaborazione rivolto a tutti i cittadini: «Chiederemo alla collettività sangavinese - conclude il primo cittadino - che ci faccia dono del suo preziosissimo apporto in vista degli importanti interventi di riqualifica e messa in sicurezza dell’area dell’ex stazione. Grazie al principio di cittadinanza attiva e di sussidiarietà il paese sta vivendo un fermento socioculturale esemplificato dal moltiplicarsi di murales, aiuole, piazze, spazi scolastici e quant’altro; nondimeno, la rinascita dell’ex stazione RFI potrebbe davvero rendere indispensabile la pianificazione di una delle maggiori mobilitazioni sangavinesi di sempre». E da qualche mese è nato anche un comitato di cittadini che chiede la valorizzazione della vecchia stazione che ha per tutti i sangavinese un grande valore affettivo: è il punto da cui sono partite tante generazioni di emigrati ormai lontane da San Gavino Monreale.

Gian Luigi Pittau

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