Il lavoro nei campi, le chiacchiere tra vicini, le feste del santo patrono, i pomeriggi al bar del paese, le scampagnate, le lettere dei soldati, i volti dei tanti gonnoscodinesi emigrati per lavoro. Queste e tante altre storie di vita raccolte nell’archivio online, raccontano la storia e l’anima di un luogo che, come molti altri piccoli centri rurali della Sardegna, è stato travolto dai cambiamenti economici e sociali e soffre da tempo di spopolamento, disoccupazione e isolamento. L’obiettivo di Digiland Gonnoscodina è quello di far diventare la memoria una risorsa per riattivare energie sopite che, a partire dalla riscoperta della propria identità, possano immaginare un futuro diverso da quello che sembra essere già scritto.
«Il progetto - ha raccontato durante la presentazione Francesca Pusceddu dell’associazione locale Po Baddai Impari - è riuscito a coinvolgere di nuovo la comunità, che dopo la pandemia faceva fatica a riprendere i rapporti sociali. Siamo state sommerse da richieste di persone che volevano condividere i propri ricordi, ogni famiglia ci ha aperto la porta e ci ha dato un pezzetto della propria storia e della vita che ha vissuto».
All’incontro è intervenuto anche il sindaco Luciano Frau: «Questa digital library è stato un bel regalo alla comunità. L’impegno nella ricerca e nella valorizzazione della propria storia è un modo di stare e collaborare insieme e per farlo serve l’impegno di tutte e tutti». Il progetto, infatti, non è concluso ma rimane uno strumento aperto e gratuito a disposizione di Gonnoscodina, che potrà continuare a far crescere l’archivio e a farlo diventare una risorsa perché la memoria del paese non sia più cristallizzata nel passato ma si rinnovi, mettendo in moto nuove relazioni e visioni per la collettività.
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