Presentato il libro “L’ultimo velo di Salomè”


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>Sabato 11 novembre, presso il centro di aggregazione sociale a Pabillonis, si è svolta una serata all’insegna della poesia. È stata presentata l’antologia poetica intitolata “L’ultimo velo di Salomè” SD collezioni Sonia Demurtas editore. Hanno illustrato il libro due autori locali, gli unici sardi presenti nell’antologia: Stefano Cruccas di Pabillonis e Maria Luigia Unida di Gonnosfanadiga.

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La serata è stata magistralmente condotta dal giornalista e sindaco di Gonnos Fausto Orrù. Il folto pubblico presente ha piacevolmente assistito ad una serata di cultura, tra versi in rima, riflessioni,  toccanti ed emozionanti composizioni poetiche. «Una poesia» spiega Maria Luigia Unida «nasce dall’esigenza di raccontare qualcosa che accade, qualcosa che succede in un dato momento. Per me scrivere è uno scorcio di libertà, quando scrivo mi sento bene».

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Maria Luigia ha partecipato a diverse antologie dedicate alla poesia, ha pubblicato nel 2016 il suo primo libro di poesie Oltre ogni sogno. Sono state lette diverse poesie dell’autrice gonnesa presenti nel libro : Aprile nel cuore e nell’anima, Alito d’amore, Tra sogno e vita. Poi le ultime composizioni, vincitrici di premi e riconoscimenti nazionali, tra cui l’emozionante e commovente Sibiri, che racconta la tristezza, la rabbia e la delusione per il devastante incendio avvenuto nei territori del suo paese l’estate scorsa. Anche l’autore locale Stefano Cruccas ha raccontato cosa l’ha portato a raccontare in poesia il suo mondo, il suo vissuto, i suoi sentimenti. «Ho sempre scritto sin da ragazzo, scrivere in versi e in rima pezzi di vita o di emozioni è una delle mie passioni. Questa è la mia prima partecipazione ad un’antologia poetica e ringrazio la nostra editrice Sonia Demurtas che mi ha dato questa bellissima opportunità». Mammarap, Occhi, La donna, D’improvviso la bellezza, sono alcune delle poesie lette presenti nel libro.

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Stefano Cruccas si diletta anche a scrivere poesie in sardo e ha piacevolmente stupito i presenti con Is boxis de ariseu, che raccontava uno spaccato di una Pabillonis del passato o Ti prendo la mano, poesia con una musicalità non indifferente, con inciso in italiano e ritornello in sardo, tutto rigorosamente in rima. Le poesie di Maria Luigia raccontano tutto ciò che la sua anima sente, e in ciò che si immedesima, dalla malinconia, alla delusione, al tormento. Mentre nelle poesie di Stefano Cruccas traspare positività, gioia e libertà. Due autori apparentemente diversi, con schemi di scrittura opposti, ma  uguali nel raccontare e descrivere bellissime e struggenti emozioni.

Francesco Zurru

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