Raccontate qualcosa di voi ai lettori per descrivere cosa fate nella vostra vita.
«Solitamente passiamo una media di 4 mesi l’anno in Africa variabile da settembre a fine dicembre, da circa 7 anni faccio la guida Safari, ci siamo formati per conto di una grossa associazione nel settore, ci siamo conosciuti 5 anni fa quando io stesso una volta diventato ufficialmente guida ho fatto da insegnante a Tiziana, lei però non mi volle come esaminatore» precisano mentre si lasciano andare a simpatica risata. «Siamo ambientalisti ed amiamo la natura e gli animali , conseguentemente amiamo il treno, quale mezzo ecosostenibile per eccellenza, lo dimostrano anche gli ultimi studi, i treni moderni hanno un impatto irrilevante sull’ambiente».
Torniamo al viaggio, durante le varie tappe, quante famiglie di emigrati sardi incontrerete?
«Ci accoglieranno dei sardi in ognuna delle grandi città che visiteremo, in tutto questo ci ha dato una grossa mano Pierpaolo Cicalò, presidente della FAES (Federazione Associazioni Emigrati Sardi), nel metterci in contatto con le varie famiglie. Abbiamo avuto svariati inviti negli ultimi giorni, che a malincuore abbiamo dovuto declinare, il nostro viaggio durerebbe anni sennò».
Quali sono i vostri principali obiettivi?
«I nostri obiettivi sono principalmente tre: il primo è quello di percorrere i 20 mila km e recensire tutti i treni sui quali viaggeremo, la seconda missione è quella di incontrare più sardi possibile, il terzo è quello di farci mostrare dai nostri conterranei un qualcosa di strano, bizzarro, che sia un luogo o una persona».
Qual è il legame social media che avrete durante questa esperienza?
«Abbiamo creato una pagina Instagram chiamata “basta_scappo in treno” più i vari profili facebook tra cui “floris for Africa e oltre”, nei quali aggiorneremo le persone su tutto con foto ma soprattutto piccole riprese, avremo al nostro seguito Radiolina che ci seguirà tappa per tappa ricevendo i nostri continui aggiornamenti in live. Non siamo delle persone che navigano nell’oro, guadagniamo un po’ di soldi lavorando ma spendiamo tutto il resto volentieri in viaggi, per questo credimi, quando torneremo da questo viaggio probabilmente non potremo mangiare una pizza in ristorante per mesi. Abbiamo investito tanto considerando che questa rappresenta un’esperienza di vita unica, con videocamere e varia attrezzatura per aver qualità nel documentare in qualsiasi forma. Per questo motivo abbiamo in programma di fare un diario su cui creare le basi per fare un viaggio tipo, creando noi questo precedente. Siamo felici di aver il sostegno delle cantine Argiolas come “main Sponsor” che ci darà una grossa mano per ammortizzare le tantissime spese previste».
Bagagli ridotti al minimo quindi?
«Viaggeremo con un bagaglio a testa da 20 kg, sappiamo che la maggior difficoltà sarà quella di aver il tempo materiale di lavarsi, penso che non saremo sempre profumati (si ride), nella transiberiana viaggeremo per giorni sullo stesso treno senza poter scendere».
Come vi sentite a pochi giorni dalla partenza?
«Siamo estremamente euforici e adrenalinici, batteremo le rotaie di ben 11 stati diversi, non neghiamo la paura e un po’ l’apprensione di perdere anche un solo treno, specie nella parte asiatica delle tratte, per via di scioperi o altro, per questo ci stiamo preparando un piano B per qualsiasi tratta,questo vorrebbe dire avere delle spese ulteriori. Quando torneremo saremo stanchissimi e “stronati” ci aspetta il ritorno immediato alla vita lavorativa, quando si parte per un viaggio, al rientro, sei sempre una persona diversa».
Seguiteli sulla pagina Instagram “basta_scappo in treno” e sulla pagina facebook “floris for Africa e oltre”.
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