Prove di fascismo


Siamo arrivati al capolinea, non c’è niente da fare, siamo alle soglie di un nuovo Ventennio. Il Duce in erba c’è, si sta esercitando. E’ in cielo, in terra, in mare e ogni dove. E’: Ministro degli Interni, della Difesa, degli Esteri nonché Primo Ministro. Lasciamolo fare, schiamazzano. Vola nei sondaggi. E’ all’apice della popolarità. Nel popolo è rispuntata la voglia dell’uomo forte, dell’uomo d’ordine. Il passato non conta, tutto è relegato ai “noiosi” libri di storia. A che serve ricordare l’uomo forte del passato? il Duce: quello che ammaliava le folle; che arrestò e mandò al confino gli oppositori al regime; che rinchiuse nei campi di concentramento: ebrei, zingari, gay, comunisti, socialisti e democratici liberali; che mandò la migliore gioventù italiana, fuori dai confini italiani, a morire e massacrare le popolazioni inermi dell’Etiopia, dell’Eritrea, della Somalia e della Libia. Quelle popolazioni che abbiamo passato per le armi e ridotte alla fame, spogliandole dei loro beni, oggi bussano alle nostre porte, chiedono giustizia. Noi paladini della libertà, con la elle maiuscola, della libera circolazione delle merci e degli esseri umani, con vergognosa ipocrisia, respingiamo disperati ai quali abbiamo distrutto i confini a suon di cannonate. Ci siamo liberati dell’uomo forte, del Duce al prezzo di grossi sacrifici. [caption id="attachment_22748" align="alignleft" width="610"] Battaglia di Sciré in Etiopia (foto di proprietà della famiglia di un soldato guspinese in Etiopia)[/caption] Tanti patrioti hanno dato la loro vita per darci la libertà di cui oggi godiamo e che ai nostri genitori e nonni era negata. Faticosamente si è costruita e si stava cercando di consolidare la democrazia, che è fatta di regole e di crescita culturale.  Purtroppo, in questo ultimo periodo, a seguito di scelte di politiche culturali errate, si sta manifestando un analfabetismo di ritorno.  Tanti, hanno difficoltà a valutare e usare le informazioni che ci mette a disposizione l’attuale società. Capire la complessità della nostra società non affascina, seduce di più chi fa le cose semplici e presenta soluzioni miracolose, quasi sempre irrealizzabili.  Quando le mirabolanti promesse non si realizzano, si trova sempre qualche nemico su cui scaricare le colpe: l’Europa matrigna, la Germania ingorda o la Francia malvagia.  Mai una volta che, certi politici, ammettano la propria ignoranza e dappocaggine.  Risuona sempre il solito ritornello: “l’Europa, le leggi, la burocrazia mi legano le mani”. Tutto è perfettibile, le leggi e la burocrazia, intesa come organi dello Stato. Tutto è migliorabile secondo le regole che i padri fondatori della Repubblica Italiana ci hanno lasciato. La democrazia è stata concepita con una serie di contrappesi in modo tale che si rendano difficili nuove avventure autoritarie.  Chi ha avuto la maggioranza dei consensi può accampare il diritto a governare, ma non può arrestare nessuno, questo ruolo, in una democrazia liberale, lo svolge la magistratura. Purtroppo qualcuno si è montato la testa, sborda dalle sue funzioni di Ministro Interni assumendo il ruolo di quello della Difesa e promuovendosi a Pubblico Ministero. Quando le ingerenze assumono queste dimensioni non è più esuberanza e voglia di protagonismo del personaggio ma negazione di altri ruoli che sono essenziali per il buon funzionamento di una democrazia. La medesima importanza ha, in uno Stato democratico, il ruolo dell’opposizione. Purtroppo non tutta l’opposizione intravede il pericolo fascista che sta avanzando. Solo alcuni intellettuali ne stanno denunciando il pericolo e chiedono alle forze politiche democratiche di erigere un possente argine affinché si scongiuri un nuovo Ventennio. Rinaldo Ruggeri

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