Province sì province no?


di Lorenzo Argiolas
[caption id="attachment_64030" align="alignleft" width="220"] Lorenzo Argiolas[/caption] Si anima nel territorio il dibattito sulle province. Arbus ha indetto un referendum per determinare a quale provincia appartenere, se a quella del Sud Sardegna o a quella di Oristano, e a Guspini la minoranza ritorna a farsi sentire sull’argomento. I sindaci dei 28 comuni del territorio che ormai fu Provincia del Medio Campidano hanno iniziato a incontrarsi e nelle diverse comunità quello del ritorno alle province è un tema che tiene banco. In effetti quella del riordino degli enti locali è una materia abbastanza delicata e discussa. Indubbiamente la riforma nota come “Legge Erriu” ha prodotto malumori in diversi territori e la Giunta Regionale guidata da Cristian Solinas sembra ormai pronta a rimettere in discussione e ridefinire competenze e confini territoriali. Lo schema sembrerebbe simile a quello che si vuol adottare per la riforma sanitaria, con 8 ASL, e di conseguenza prende vita anche l’ipotesi di una “resurrezione” della ex provincia del Medio Campidano. Ma a San Gavino che si dice? I Sangavinesi, memori di quanto accaduto con la provincia di Cagliari, in cui siamo stati periferia, e di quella del Medio Campidano, in cui siamo stati ai margini e indispettiti dallo “scippo” del capoluogo, sembrano veramente poco interessati al dibattito in una parziale rassegnazione al fatto che tutto rimarrà così com’è. Analizzando meglio il contesto politico-istituzionale del territorio non possiamo fare a meno di notare che oggi San Gavino è Comune capofila dell’Unione dei Comuni “Terre del Campidano”, un consorzio di sei comuni con un bacino d’utenza di circa 35.000 abitanti nato nel­­­­ 2007, ben prima della “Legge Erriu”, del 2016, che obbliga tutti i comuni sardi ad associarsi in unioni dei comuni. Oltre a San Gavino ne fanno parte Sardara, Pabillonis, Serramanna, Samassi e Serrenti. Ma a cosa serve in realtà un’unione dei comuni? Le competenze sono variegate. Si parla innanzitutto della gestione della SUAPE, ossia lo sportello unico per le attività produttive e per l'edilizia, un servizio col quale si istruiscono le pratiche e si rilascia il provvedimento di autorizzazione. In questi anni, inoltre, insieme ad alcuni comuni come Sardara e Pabillonis è stato gestito il servizio di raccolta dei rifiuti e si spera che dal 2020 possa partire il prossimo appalto insieme agli altri tre comuni dell’unione, nell’auspicio che si possano abbassare i costi senza intaccare una qualità del servizio che, indubbiamente, è da migliorare. Ma sono diversi i servizi che con l’unione dei comuni possono essere pensati grazie anche all’utilizzo di finanziamenti regionali ed europei. Alla luce di questi elementi, bisogna quindi ragionare sulla strada che si vuol prendere per il bene della nostra comunità. Otto anni fa i cittadini, specie nel Medio Campidano, hanno detto attraverso un referendum che le province sono un modello ormai superato occorre quindi riflettere su quali sono i modelli da riproporre per lo sviluppo del territorio. Egoisticamente direi che San Gavino, in questa confusione generale che anima la politica locale e non solo, dovrebbe ritagliarsi un ruolo da protagonista, senza pensare che tutto il mondo giri intorno a noi. Non ci rimane che stare ad osservare sperando nel buonsenso ma soprattutto nella volubilità dei nostri amministratori.

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