Quaranta posti di lavoro nei cantieri comunali


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>Il lavoro non c’è e in molti sono costretti ad emigrare o a bussare alla porta del Comune o della Caritas. Tuttavia una boccata d’ossigeno per 40 disoccupati è ora data dai cantieri socio-occupazionali comunali per il 2016. Una risposta concreta per mettere un argine alla crescente povertà che colpisce molte famiglie e giovani che lasciano il paese in cerca di un futuro migliore. Lo rimarca l’assessore ai servizi sociali Bebo Casu: «Con il progetto si intendono riproporre ed aumentare gli interventi mirati all’inserimento lavorativo di giovani e adulti a rischio e/o in situazione di disoccupazione e forte disagio sociale, soggetti svantaggiati o appartenenti a nuclei familiari multiproblematici». Sarà dato spazio a persone che, con poche entrate economiche, sono in grado di poter svolgere l’attività assegnata e saranno motivate a ricoprire ruoli attivi, saranno inserite anche le persone con ridotte capacità lavorative; giovani/adulti che vivono o hanno vissuto situazioni di disadattamento ed emarginazione sociale e che necessitano di interventi riabilitativi di supporto. L’ASSESSORE CASU «Gli interventi - aggiunge l’assessore Bebo Casu - saranno finanziati con risorse proprie di bilancio e con i fondi relativi alle misure di contrasto alle povertà estreme concessi dalla Regione. L’inserimento lavorativo sarà curato dal servizio sociale, il quale si avvarrà della collaborazione del servizio comunale politiche del lavoro e del Cesil. Facciamo in modo che ogni cittadino faccia un percorso a ritrovare le forze per spendere le proprie capacità. Vogliamo andare al di là dell’assistenzialismo in modo che il cittadino possa spendersi in prima persona». STOP ALL’ASSISTENZIALISMO Il servizio sociale individuerà i soggetti da segnalare ad una cooperativa sociale di tipo B e ci sarà un’attività di sostegno e monitoraggio: «L’amministrazione - rimarca il sindaco Carlo Tomasi - ritiene che l’inserimento lavorativo sia la scelta più costruttiva per andare incontro alle richieste di supporto, ma nel rispetto della dignità dell’individuo ed evitando in massima parte l’erogazione di contributi che talvolta determinano la cronicizzazione del rapporto basato sull’assistenzialismo fine a se stesso». Gian Luigi Pittau 04fo- san gavino bebo casu taglio ok

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