Una misura che non mette minimamente in discussione la validità e l’utilità delle pratiche attivate per la salute e il benessere psicofisico delle persone assistite e in situazione di fragilità: "Ma occorre, in una situazione d’emergenza, - aggiunge Tomasi" ridurre al massimo i contatti e gli interventi in modo da spezzare la catena di possibile diffusione epidemiologica che può trasformarsi in un dramma per le persone fragili assistite, per i loro parenti e per gli stessi operatori socio sanitari che li seguono quotidianamente”.
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