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>Mattinata di sensibilizzazione per sostenere la struttura nella quale trovano accoglienza una trentina di cani e gatti randagi. Incontriamo le volontarie, Heloise e Rita, due fra le persone che si occupano di raccogliere il cibo per il fabbisogno degli animali accolti dall’associazione. L’obiettivo è naturalmente quello di contrastare il fenomeno del randagismo e possibilmente incentivare l’adozione degli animali affinché riconquistino la presenza in un contesto di compagnia domestica. Oltre la colletta alimentare, una delle fonti di sostentamento per le esigenze quotidiane, l’associazione – costituita quattro anni orsono e che fa parte della galassia noprofit - fa fronte alle necessità dei propri a quattro zampe attraverso la raccolta dei tappi e la vendita di oggetti durante le mostre mercato locali.
Il rifugio, di cui i volontari si prendono cura per l’intero arco della giornata e della notte, si trova a San Gavino in un terreno privato, poco distante dal centro abitato. A differenza dei canili, che possono contare sul patrocinio degli enti locali, il mantenimento di un rifugio è completamente a carico della disponibilità dei volontari.

Tempo fa, per far fronte alla riproduzione incontrollata e ancor più gravemente abbandonata all’incuria, per gli animali senza casa l’Unione dei Comuni che si adoperava per gli interventi di sterilizzazione. Oggi la situazione è diversa.
«Il nostro impegno è quello di sensibilizzare le famiglie affinché sostengano per lo meno i bisogni di prima necessità degli animali e che ancor meglio, possano prendersene cura in casa; per loro sarebbe l’ambiente e la compagnia ideale – dice Marta Pusceddu, attuale presidente dell’associazione - Per evitare comunque la condizione dell’esistenza randagia, in assenza di una struttura stabile per la cura degli animali domestici, sarebbe opportuno rilanciare la campagna per la sterilizzazione. A tal proposito infatti partecipato ad un bando regionale con il quale verrà erogato un finanziamento da impiegare per questa finalità». «La nostra – prosegue la presidente – è una piccolissima realtà di fronte ad un fenomeno, come quello del randagismo per il cui controllo occorre un’organizzazione stabilmente strutturata, per ora molto al di sopra delle nostre possibilità. Vi sono segni di disponibilità e apertura da parte dell’amministrazione comunale ma siamo di fronte ad un progetto appena abbozzato e ancora da completare. Noi, come volontari, possiamo contare per ora solo sulle nostre forze e facciamo del nostro meglio. Ci auguriamo, che con il nuovo anno qualcuno in più voglia sostenerci. Tutti possono accogliere in casa un cane o un gatto; anche se solo riuscissimo a trasmettere una minimo di sensibilità affettiva in più verso i nostri compagni di vita e amici animali, la nostra opera non sarà stata vana».
Giovanni Contu© Riproduzione riservata