Arbus è rimasto per anni senza un servizio capace di snellire l’annosa pratica della raccolta differenziata e dello stoccaggio pagandone dal punto di vista dell’immagine un prezzo piuttosto alto.
L’apertura dell’ecocentro pensiamo però non basti da sola a porre freno al degrado che soprattutto nel periodo estivo, ma non solo, colpisce Arbus. Dovranno necessariamente con coraggio cambiare anche le politiche sul controllo e la tutela del territorio. Più uomini e più mezzi tecnologici con tolleranza zero così come avviene su gran parte dei comuni colpiti da questi fenomeni. Tutte iniziative improrogabili e in linea con quanto programmato e proposto dall’assessore della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano che attraverso una dotazione finanziaria di 4 milioni di euro ha decisamente scommesso sul recupero delle aree degradate per l’abbandono di rifiuti.
La Regione per quanto riguarda il comune di Arbus stavolta si è dimostrata di manica larga: finanziata infatti con una recentissima delibera di giunta anche la costruzione nel territorio comunale di un secondo ecocentro che verosimilmente verrà realizzato nelle marine. Con ogni probabilità Torre dei Corsari quella con il carico antropico più alto.
Gianni Vacca
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