Nella serata di mercoledì 8 aprile, il Consiglio regionale ha approvato la legge che introduce un salario minimo di 9 euro l’ora per i lavoratori impiegati negli appalti pubblici regionali. Il provvedimento è passato con 27 voti favorevoli e l’astensione dell’opposizione (17 votanti).
La norma si applica alle imprese che si aggiudicano appalti della Regione, degli enti locali, delle aziende sanitarie e delle società controllate, fissando una soglia minima retributiva per garantire standard più elevati nelle condizioni di lavoro.
Il testo prevede inoltre l’istituzione di un comitato regionale per il monitoraggio della qualità del lavoro, con funzioni di controllo sull’applicazione della legge e la redazione di report annuali sull’andamento dei costi della manodopera e sull’efficacia delle misure introdotte.
“È un passo concreto per garantire dignità e qualità del lavoro”, ha dichiarato la presidente della regione Alessandra Todde, sottolineando l’obiettivo di contrastare il dumping salariale negli appalti pubblici.
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