Presentato questa mattina a Cagliari il Protocollo d’Intesa tra la Regione e i Comuni coinvolti nel progetto della Rete Sardegna Nuragica, iniziativa finalizzata alla promozione, fruizione e gestione coordinata dei monumenti della civiltà nuragica.
L’incontro si è svolto nella biblioteca regionale di viale Trieste, in occasione del terzo appuntamento di co-progettazione dedicato alla valorizzazione del patrimonio nuragico.
«Il patrimonio nuragico, unico al mondo, è una delle testimonianze più note e riconoscibili della storia della Sardegna. La Regione sta investendo su questo progetto con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità e la fruizione dei siti, organizzare al meglio l’offerta, promuovere un’immagine coordinata e creare condizioni stabili per lo sviluppo locale», ha dichiarato l’assessore regionale della Programmazione e del Bilancio, Giuseppe Meloni.
Secondo Meloni, il progetto punta a rafforzare la sicurezza dei siti, migliorare la qualità dell’accoglienza e favorire il coordinamento tra amministrazioni che fino a oggi hanno operato con risorse e capacità differenti.
«Il Protocollo presentato oggi serve a definire meglio questo percorso: Regione, Comuni, università, centri di ricerca e soggetti gestori devono procedere con strategie condivise. In questo modo sarà possibile sostenere imprese, professionalità culturali e nuove economie locali», ha aggiunto l’assessore.
Per il progetto sono stati stanziati 33,5 milioni di euro. Nel corso del 2025 la Regione ha avviato un percorso di co-progettazione con i 32 Comuni interessati, insieme a università, centri di ricerca, operatori culturali, imprese, soggetti del terzo settore e comunità locali.
Il programma si sviluppa lungo due direttrici principali: da un lato il recupero e la tutela dei monumenti attraverso attività di manutenzione, monitoraggio, messa in sicurezza e conservazione; dall’altro una fruizione più moderna dei siti tramite digitalizzazione, percorsi immersivi, tecnologie multimediali, sistemi di accessibilità e strumenti condivisi per la promozione e la gestione della rete.
Accanto al Centro Regionale di Programmazione partecipano al progetto le due Soprintendenze della Sardegna, la Direzione dei Beni culturali, il CRS4, il CRENoS, diversi Dipartimenti delle Università degli Studi di Cagliari e Sassari e l’Associazione di Promozione Sociale La Sardegna Verso L’Unesco.
Con la presentazione del Protocollo d’Intesa, la Regione compie un nuovo passo nella costruzione di una strategia che unisce identità culturale, investimenti, innovazione e sviluppo economico, con l’obiettivo di rendere i siti nuragici sempre più capaci di generare opportunità per i territori e le comunità locali.
La rete coinvolge 32 siti archeologici distribuiti in tutta la Sardegna. Tra questi figurano la Tomba di giganti di Coddu Ecchju di Arzachena, il Nuraghe Majori di Tempio Pausania, il Tempio a pozzo di Predio Canopoli di Perfugas, il Nuraghe Palmavera di Alghero, il complesso culturale di Romanzesu di Bitti, il Nuraghe Santu Antine di Torralba, il Nuraghe Appiu di Villanova Monteleone, la Fonte sacra di Su Tempiesu di Orune e il Villaggio di Serra Orrios di Dorgali.
Nella rete rientrano inoltre il Nuraghe Orolo di Bortigali, il complesso cultuale di Sa Sedda e sos Carros di Oliena, il Nuraghe Losa di Abbasanta, le Tombe di giganti di Madau di Fonni, il complesso cultuale di Santa Cristina di Paulilatino, il complesso cultuale di S’Arcu ’e is Forros di Villagrande Strisaili, la Necropoli di Mont’e Prama di Cabras, il Nuraghe Is Paras di Isili e il Tempio a megaron di Domu de Orgia di Esterzili.
Fanno parte del progetto anche il Nuraghe Su Nuraxi e Casa Zapata di Barumini, il complesso cultuale di Santa Vittoria di Serri, la Tomba di giganti di Domu ’e s’Orku di Siddi, il Nuraghe Arrubiu di Orroli, il Nuraghe Cuccurada di Mogoro, il Nuraghe Genna Maria di Villanovaforru, il complesso di Su Mulinu di Villanovafranca, il complesso cultuale di Sant’Anastasia di Sardara e il Tempio a pozzo di Funtana Coberta di Ballao.
Completano l’elenco il Nuraghe Seruci di Gonnesa, la Tomba di giganti di Is Concias di Quartucciu, il Nuraghe Diana di Quartu Sant'Elena, il Nuraghe Arresi di Sant'Anna Arresi e il Nuraghe Ponte di Dualchi.
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