Riscoprire il Medio Campidano a Natale


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>Le vacanze natalizie sono un’ottima occasione per piccole gite tra le bellezze del Medio Campidano. Non resta che scegliere. Montevecchio, Ingurtosu, Piscinas, Villacidro, Sanluri, la Giara, Villanovaforru, Villanovafranca, Barumini ma tanti altri paesi. Perché no, quanto di meglio, in questo territorio che abbraccia montagna, colline, archeologia, vecchie miniere, magnifiche spiagge e incredibili dune, che anche d’inverno riescono a regalare momenti magici, scenografie mozzafiato.

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La miniera di Montevecchio è stata, nel dopoguerra, una delle più grandi e produttive d’Europa. Se si vuole trascorrere un’intera giornata, si può raggiungere anche Ingurtosu, anche questo un borgo minerario dal fascino particolare. E da qui, proseguendo verso la costa, si raggiungono le spiagge di Piscinas. Vale la pena visitarle. Non è raro, attraversando il territorio, imbattersi in qualche esemplare di cervo sardo. Poi, per l’ora di pranzo si può fare tappa in uno dei tanti agriturismo della zona, a voi la scelta. Ma è meglio prenotare. Oppure raggiungere il più classico ristorante: magari a Guspini , San Gavino o Arbus. E ad Arbus è meglio non lasciarsi scappare la Casa del museo del coltello sardo.

 Dal Guspinese-Arburese  a Villacidro. Oltre una bella escursione alla cascata di Sa Spendula e all’invaso sul rio Leni, consigliamo una passeggiata nel centro storico.

[caption id="attachment_15743" align="alignnone" width="450"]Barumini, casa Zapata, interno, esposizioni e scavi archeologici-Foto Simone Nonnis Barumini, casa Zapata, interno, esposizioni e scavi archeologici-Foto Simone Nonnis[/caption]

Dai monti villacidresi alla Giara, l’altopiano racchiuso tra Gesturi, Tuili, Genoni e Setzu, regno del cavallino sardo. In questo periodo la zona è di ineguagliabile bellezza, ricca di laghetti sulle cui sponde è possibile ammirare i piccoli cavalli. Se poi siete appassionati di storia e vi piace l’archeologia le tappe obbligate sono Su Nuraxi di Barumini, il castello di Sanluri, i musei di Sardara e Villanovaforru.

Claudio Castaldi

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