Ogni anno, all’interno della manifestazione, sono presenti mostre, spettacoli e l’immancabile “stand delle bambole”, ovvero il banco della lotteria, con premi raccolti dal comitato preposto, che ancora oggi come allora avviene attraverso una questua - sa circa - la cerca, effettuata in paese di casa in casa e coinvolgendo così tutti gli abitanti, compreso mia mamma che, per l’occasione regalò agli organizzatori un servizio completo di tazzine da caffè in porcellana per sei persone, compresi i piattini, il bricco, la lattiera, la zuccheriera e il vassoio. Il giorno della festa, io e i miei fratelli andammo a fare un giro in convento per assistere alla messa in onore di Santa Lucia e subito dopo cercammo la bancarella dove preparavano - sa carapigna - per gustarne un bicchierino a testa e, dato che ci rimasero ancora dei soldini, decidemmo di comperare un biglietto della lotteria. Notevole fu l’entusiasmo nell’apprendere che avevamo vinto e… altrettanto fu lo stupore quando ci consegnarono il premio ambito: il servizio da caffè di porcellana che mia mamma aveva regalato al comitato della questua (di solito la gente regalava gli oggetti che secondo loro erano diventati obsoleti "accaiousu". Inutile dire le risate che si fece mia mamma quando riportammo il premio a casa, esclamando: oh no!. Non è possibile, non vedevo l’ora di liberamene e, voi me lo avete riportato indietro! Simpatica la storia vero?. Cosa ne pensate… non ha del fantastico! Una curiosità: l'Occhio di Shiva (Occhio di Santa Lucia), è conosciuto in tutto il mondo con molteplici nomi. In Italia, Occhio di Santa Lucia, è la piccola “porta di casa” di un frutto di mare soprannominato Astrea rugosa. Questa conchiglia è diffusa in tutto il Mediterraneo, Sardegna inclusa e nelle credenze popolari dei sardi, vengono ritenute pietre contro il malocchio - pedras contra s’ocru malu -. Le spiagge dell’Isola sono ricche delle suddette e, i bagnanti che le affollano, le ricercano minuziosamente, come cercare una pepita d’oro, tanto è vero che chi le trova le utilizza per farle incastonare in un anello o come ciondolo di una collana.
Ingredientis:
g 400 di acqua pura di sorgente, g 200 di zucchero comune o zucchero bianco di canna, g 200 di succo di limoni gialli non trattati e filtrato, scorza grattugiata di 1 limone giallo non trattato.
Approntadura:
prepara lo sciroppo, versando l'acqua in dotazione dentro una pentola d’acciaio, aggiungi lo zucchero e porta a bollore mescolando spesso il liquido. Quando l'ebollizione sarà avvenuta, mantienila per circa tre minuti. Trascorso il tempo spegni il fornello e lascia raffreddare lo sciroppo. Tieni in frigorifero fino al momento dell'uso. Solo allora, spremi gli agrumi ben lavati, grattugia la scorza dell’altro limone, unisci il tutto allo sciroppo, versa il composto nella gelatiera e fallo mantecare fino a quando otterrai una crema morbida, omogenea e priva di grumi. Servi la carapignia in bicchieri di vetro con un ciuffo di menta selvatica "menta de arriu".
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