Le amministrazioni comunali dei due paesi della Marmilla e del Sarcidano hanno condiviso e con determinazione portato avanti le richieste dei tanti allevatori che hanno chiesto di effettuare la rassegna nei locali della fiera comunale di Barumini. «È stato un atto dovuto nonostante le difficoltà - dichiara il sindaco di Barumini Emanuele Lilliu - una risposta concreta a un settore in crisi, dove bisogna creare le occasioni di partecipazione e confronto tra i vari operatori, e soprattutto con il coinvolgimento delle nuove generazioni che sono il futuro della categoria». Diciannove sono gli allevamenti che parteciperanno, con otto distinte categorie: gruppo di agnelle, di agnelloni, di 4 saccaie, di sei pecore, individuale saccaie, pecora, ariete o montoni, saccaio e adulti.
«Credo che l’asse Nuragus-Barumini possa essere di esempio per tutta la Sardegna. I due Comuni, anziché assecondare sterili campanilismi, hanno scelto la strada della collaborazione che rafforzerà un intero territorio, i cui benefici ricadranno direttamente sui cittadini. Quest’anno siamo a Barumini, l’anno prossimo a Nuragus, ma sempre in sinergia avremo modo di rilanciare il comparto principale dell’economia sarda», spiega Giovanni Daga sindaco di Nuragus.
Gli allevatori ritengono che sia «un’occasione importante per mettere in mostra il proprio bestiame, che significa anche invogliare nuovi allevatori a partecipare, poiché probabilmente non andrebbero altrove». Nella provincia del Sud Sardegna e l’area metropolitana di Cagliari si contano 332 allevamenti con 61 mila capi ovini selezionati. La prima Mostra ovini di razza sarda, voluta dalle due amministrazioni comunali, si farà in collaborazione dell’Associazione di volontariato Il Samaritano di Barumini.
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