>Incurante del pericolo, il 14 dicembre del 2014 ha estratto dall’auto in fiamme Marco Piras di Gonnosfanadiga, nel tragico incidente lungo la provinciale 196 tra Villasor e Villacidro in cui è morta Nunzia Sibiriu. Per questo motivo il brigadiere capo Salvatore Cottone della compagnia di Villacidro, durante la celebrazione del 202° anniversario della fondazione dell'Arma, ha ricevuto a Roma la medaglia d'argento al Valor Civile. A consegnare il prestigioso riconoscimento è stato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella Alcuni mesi fa per lo stesso motivo Salvatore Cottone aveva ricevuto a Roma l’encomio solenne per questo atto di grande generosità dal comandante generale dell’Arma dei carabinieri Tullio Del Sette che ha incontrato 31 militari provenienti da tutto il territorio nazionale che si sono particolarmente distinti nella quotidiana attività di servizio. IL RACCONTO L’encomio è il massimo riconoscimento all’interno dell’arma dei carabinieri e il brigadiere Salvatore Cottone (per gli amici Salvo) ricorda ogni attimo dell’episodio: “Era il mio giorno libero, stavo andando a caccia quando ho visto l’auto in fiamme ed ho estratto con fatica Marco Piras che era incastrato tra le lamiere. Mi sono ustionato ad una mano ma sono riuscito a portarlo fuor dall’abitacolo. Subito dopo l’auto è esplosa. Sul posto era già là Franco Atzeni di Gonnosfanadiga che si stava recando a lavoro. Antonello Cadoni, che era in auto con me, ha fatto viabilità, regolando il traffico e ha subito chiamato i soccorsi”. UN GRANDE ONORE Salvo Cottone è molto conosciuto e stimato non solo a Villacidro, ma anche nei paesi del circondario come Guspini dove ha prestato servizio dal 1990 al 1996. Ricevere l’encomio è stato un grande onore: “È il più alto riconoscimento dell’Arma ai suoi uomini – spiega – che si sono distinti in atti di eroismo. Rivivo oggi quella drammatica giornata. La mia amarezza è di non essere riuscito a salvare quell’angelo. Dedico questo riconoscimento ai miei genitori che mi hanno cresciuto con tanti sacrifici in una terra martoriata dalla criminalità organizzata sempre nel rispetto dei valori della legalità, della solidarietà e del rispetto del prossimo. A loro e all’Arma che mi ha fatto diventare uomo e un custode della legge, va il mio grazie di cuore”. LA CERIMONIA A ROMA. Nell’occasione il Comandante Generale, nel rivolgere il suo plauso per l’eccezionale coraggio e l’esemplare altruismo dimostrati nei diversi contesti operativi, ha ribadito come la storia dei Carabinieri sia costellata di testimonianze di valore, atti che contribuiscono a rafforzare – ieri come oggi – quel legame di vicinanza dello Stato ai cittadini. IL TESTO DELL’ENCOMIO Ecco le parole dell’encomio solenne ricevuto da Salvo Cottone: “Con eccezionale coraggio ed esemplare altruismo, libero dal servizio, in occasione di un violento sinistro stradale, non esitava a intervenire in soccorso di una persona, gravemente ferita, rimasta intrappolata tra le lamiere del proprio veicolo, già interessato da un incendio. Incurante del pericolo, riusciva a estrarre il malcapitato dall’abitacolo e a condurlo in posizione di sicurezza, poco prima dell’esplosione del mezzo. Chiaro esempio di elette virtù civiche e non comune senso del dovere”. Gian Luigi Pittau
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