San Gavino, donati al reparto di cardiologia due strumenti innovativi per la diagnosi delle malattie cardiovascolari


di Simone Muscas
C’è un’umanità silenziosa che spesso passa inosservata, ma che riesce a dare man forte alla vita di tante persone. È quella che nasce dalla gratitudine innata e che talvolta proviene dal desiderio di restituire qualcosa di buono dopo momenti difficili. Una riflessione che ricalca perfettamente la storia di Claudio Curreli e Rosella Simbula, maestra lei e prof lui, oggi pensionati che hanno superato l’ottantina, capaci di compiere un gesto che racconta più di mille parole. Lo scorso giugno, infatti, hanno deciso di acquistare per il reparto di cardiologia dell’ospedale Nostra Signora di Bonaria di San Gavino Monreale due apparecchiature che saranno di grande aiuto per i servizi di diagnosi dedicati alla cura delle malattie cardiovascolari. Grazie a questa donazione il direttore Gianfranco Delogu del reparto e il suo staff da qualche settimana possono usufruire di un lettino da til test e di un letto ergometro: il primo permette di avere un’arma in più, nel caso vi siano problemi di pressione sanguigna o di frequenza cardiaca, per l’individuazione delle sincopi; mentre il secondo  è uno strumento innovativo per la valutazione delle immagini cardiache con ecocardiogramma e che, rispetto ad altri metodi utilizzati sinora, non necessita la somministrazione di farmaci specifici al paziente per riprodurre fisiologicamente la condizione di situazione sotto sforzo. A spiegare le ragioni di questa scelta è stato il protagonista della donazione, Claudio Curreli, ottantaduenne, professore di lettere in pensione, che in passato ha conosciuto da vicino la delicatezza e l’impegno di chi lavora nel reparto di cardiologia di San Gavino: «Con questo gesto, mia moglie e io, abbiamo voluto esprimere la nostra più sincera riconoscenza a tutto il reparto in cui sono stato ricoverato per ben due volte. Ho trovato non solo professionalità, ma anche una grande umanità e disponibilità: due elementi che nei momenti difficili fanno la differenza. Grazie di cuore a ciascuno per l’attenzione, la pazienza e la gentilezza dimostrate». Che nei momenti più difficili della nostra vita si diventi più sensibili verso chi e cosa ci circonda è un fatto non inusuale. Tuttavia, l’animo del prof e di sua moglie è di quelli non comunissimi, spesso caratteristici di quelle persone che la vita hanno scelto di viverla con un occhio di riguardo al bene comune e alla gratitudine verso il prossimo. Un messaggio che rimane come testimonianza preziosa, in un periodo storico in cui c’è sempre più un disperato bisogno di esempi positivi, soprattutto fra i giovani, spesso talentuosi, ma bisognosi oggi più di ieri di esempi di rettitudine e gratitudine per trasformare la nostra società in qualcosa di più votato al bene comune e alla socialità e meno all’individualismo e al mero materialismo. Sulla scia di Claudio e Rosella: capaci di trasformare la propria esperienza di malattia in un aiuto concreto per tutti. Dopo la donazione dallo staff della cardiologia è arrivato quel ringraziamento il cui motto non poteva essere più appropriato: «Un regalo fatto col cuore per il cuore». Una bella frase carica di significato nella speranza che, anche grazie a esempi di “cuore” come questo, possa pian piano germogliare un servizio di sanità migliore.

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