di Gian Luigi Pittau
San Gavino è ormai diventato il paese dei murales, ma è anche la patria della buona cucina con tantissimi chef affermati che lavorano all’estero e alcuni di questi negli ultimi anni hanno fatto una scelta di cuore ritornando in Sardegna e hanno investito i loro risparmi in ristoranti dai cibi genuini e a km zero.
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Manuele Senis e Melania Carta[/caption]
È il caso dello chef Manuele Senis, 38 anni, partito giovanissimo da San Gavino, che ha girato mezza Europa passando in città come Parigi e Berlino, ma non solo: «Cinque anni fa a Pula abbiamo aperto un ristorante chiamandolo “Mema”: sono le iniziali del mio nome e di quello della mia compagna Melania Carta. Ho lavorato anche in Spagna e sono stato per due anni in Costa Rica per un progetto di sostenibilità dedicato ai ragazzi locali. Il ristorante a Pula è stato costruito e arredato da noi e puntiamo sui cibi di qualità sia di mare che di terra con prodotti della nostra Sardegna e non manca lo zafferano di San Gavino Monreale. Mi sono diplomato alla scuola alberghiera di Alghero e poi ho iniziato a viaggiare in tutta Europa. Ora abbiamo scelto di vivere in Sardegna».
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Davide Atzeni e Sara Serpi[/caption]
Ha aperto il suo ristorante a Sanluri ad appena sei chilometri da San Gavino Monreale lo chef Davide Atzeni, 36 anni, con la compagna Sara Serpi. «Abbiamo iniziato l’attività nel luglio 2019 e abbiamo chiamato il ristorante “Coxinendi” con riferimento alla nostra attività. La nostra è una cucina sarda creativa, a mano libera e a passo d’uomo. Prepariamo anche il pane e puntiamo sui prodotti della Sardegna. Poi è arrivato il covid-19 ma non ci siamo arresi e siamo a due passi dal Castello. Ho iniziato la mia avventura nel mondo della cucina a 16 anni, poi all’età di 18 anni sono partito a Parigi dove ho trascorso 10 anni fino al ritorno in Sardegna nel 2016: abbiamo deciso di investire i nostri risparmi nella ristorazione e abbiamo già avuto una menzione nella guida Michelin e del Gambero Rosso».
È ritornato in Sardegna dopo tanti anni trascorsi all’estero lo chef Nicola Perra, 43 anni, che lavora a Baridili nel locale “Sa Scolla”, nato da un progetto dell’accademia Casa Puddu: «Sono rientrato quattro anni fa dopo tanti anni trascorsi fuori e in particolare a Londra. Nella ristorazione ogni giorno scegliamo in maniera certosina le materie prime, con lievitazioni lunghe e una grande cura del servizio. Rispettiamo il nostro territorio e i nostri fornitori, e scegliamo solamente ciò che la natura ci dona al momento. Nel 2019 sono stato in Corea del Sud con una delegazione sarda per promuovere i prodotti della nostra terra».
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Emanuele Orrù con la moglie Lisa[/caption]
Un altro emigrato di ritorno è il sangavinese Emanuele Orrù, 41 anni, che alcuni anni fa è tornato in Sardegna con la moglie Lisa, gestendo un ristorante ad Arbus fino all’avvento del Covid-19. Ora, dopo qualche esperienza con lo street food e in un ristorante a San Gavino si prepara a nuove sfide: «In tutto - racconta Emanuele Orrù - ho trascorso 21 anni all’estero. Sono partito da San Gavino a 19 anni con trecentomila lire (150 euro) in tasca per Londra, poi sono stato a Fuerteventura e ho trascorso alcuni anni a Malata dove gestivo il ristorante “L’artista”. Ora a breve lavorerò, insieme a mia moglie Lisa, come chef nel ristorante “La galleria dei sapori” a Guspini. Vogliamo proporre una cucina diversa dal classico, ma sempre partendo dai prodotti a km zero. Il Medio Campidano ha tante potenzialità di sviluppo in questo settore. Al tavolo non si possono portare le bugie perché i cibi parlano».
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