San Gavino, è scontro tra minoranza e maggioranza sul futuro della vecchia stazione


di Gian Luigi Pittau
È scontro tra minoranza e maggioranza sul recupero dell’area della vecchia stazione che comprende sia i locali della ex biglietteria che un tracciato di ex strada ferrata di circa 11 chilometri. L’amministrazione comunale vuole restituire alla comunità quello che era il cuore pulsante della vita economica e sociale del paese ora che tutta l’area è stata ceduta al Comune per 15 anni in comodato d’uso gratuito da Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) ma per i consiglieri di minoranza e del gruppo misto investire senza certezze per il futuro è assurdo. L’assessore all’ambiente e alla protezione civile Libero Lai ha le idee chiare sul da farsi: «Ci sarà subito un primo intervento massiccio di pulizia totale dell’area per scongiurare il pericolo degli incendi e poi cercheremo di programmare una pulizia ordinaria dell’area. Inoltre faremo un piano di caratterizzazione del tracciato per conoscere il tasso di inquinamento dell’area e per valutarne la sua acquisizione. Vogliamo creare poi un percorso verde e una zona pedonale nella quale potrebbero integrarsi delle aree gioco e delle piccole aree commerciali. Le cifre per la riqualificazione dell’area saranno importanti e saranno richieste alla Regione». Ma il capogruppo della minoranza Nicola Garau è in totale disaccordo: «Nel 2032, dopo 15 anni di comodato d’uso gratuito, il Comune dovrà restituire alle Ferrovia l’intera area. Ecco perché considero una follia investire sulla vecchia stazione anche se i locali della ex biglietteria sono stati in parte già ristrutturati, ma per la fine dei lavori si parla di tempi ancora lunghi, poi manca ancora l’arredo alla struttura che dovrebbe ospitare l’Unione dei Comuni.  Con i soldi spesi mi sarei preso in affitto una villa per metterci gli uffici regionali.  Non ha senso buttare soldi comunali sulla vecchia stazione per interventi che avrebbe dovuto fare Rfi, così stiamo ancora spendendo tanto come l’intervento sui vecchi cancelli, sono interventi che avrei fatto fare alle ferrovie. Così anche la strada della vecchia stazione doveva essere consegnata al Comune in buone condizioni e si sarebbe dovuta prendere in carico solo allora». Intanto il sindaco Carlo Tomasi ragiona in un’ottica di territorio e vuole restituire un ruolo di primo piano a San Gavino: «La nostra programmazione è molto chiara, se dobbiamo avere centralità non puoi lasciare la sede dell’Unione dei comuni ad altri paesi. La vecchia stazione sarà la sede di questi uffici dell’ente intermedio. Vogliamo acquisire la vecchia stazione al patrimonio storico e all’identità dei sangavinesi». A oggi i lavori del piano terra dell’ex biglietteria sono terminati, ma intorno rimane il degrado dell’area e anche la piazza Battisti aspetta la ripresa dei lavori per un suo risanamento. Sono ormai passati 14 anni dallo spostamento della stazione alla parte opposta del paese e molti cittadini aspettano il passaggio dalle parole ai fatti concreti. Quella parte della cittadina, che era il cuore pulsante del paese ora, è in uno stato di coma e di crisi economica. Rimane solo il ricordo dei bei tempi con una ex stazione “fantasma”.  

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