La dottoressa Giulia Gramignano è la nuova direttrice della Struttura Complessa di Oncologia dell'ospedale "Nostra Signora di Bonaria" di San Gavino Monreale.
La nomina è stata ufficializzata con la firma del contratto individuale di lavoro nella sede della Asl Medio Campidano, al termine della procedura selettiva che l'ha vista risultare vincitrice.
L'incarico, della durata di cinque anni e rinnovabile, segna il ritorno di una direzione stabile alla guida del reparto dopo il periodo di reggenza temporanea e rappresenta il primo tassello del piano di rafforzamento della dirigenza medica avviato dall'Azienda sanitaria.

«È per noi un grande piacere poter contare nuovamente su un direttore effettivo per questa importantissima struttura», ha dichiarato il direttore generale Joseph Polimeni, sottolineando come l'Oncologia rappresenti uno dei pilastri dell'organizzazione ospedaliera del Medio Campidano. Polimeni ha inoltre annunciato che la nomina sarà seguita dall'avvio dei concorsi per la direzione di altre strutture strategiche, tra cui Radiodiagnostica, Anestesia e Rianimazione, Pronto Soccorso, Cardiologia, Medicina Interna e Laboratorio Analisi.
Il nuovo corso dell'Oncologia guarda a una medicina sempre più personalizzata, con un crescente ricorso alle terapie innovative, come immunoterapia e target therapy, e a un'integrazione sempre più stretta tra ospedale e territorio. L'obiettivo è garantire continuità assistenziale ai pazienti attraverso percorsi di follow-up e presa in carico distribuiti nelle Case della Comunità di Sanluri, Guspini, Serramanna, Villacidro e Arbus.
La Struttura Complessa di Oncologia Ospedale-Territorio della Asl Medio Campidano costituisce infatti un modello organizzativo integrato che unisce assistenza ospedaliera, servizi territoriali e cure palliative. Il presidio di San Gavino resta il punto di riferimento per i trattamenti più complessi, mentre le sedi territoriali assicurano visite di controllo, continuità delle cure e maggiore vicinanza ai pazienti.
L'attività della struttura è supportata anche dal Centro di Accesso e Supporto (Cas), operativo dal 2025, oltre che da una psicologa e da un'assistente sociale che affiancano pazienti e familiari durante il percorso di cura.
I risultati confermano la crescita del servizio: il 70% delle visite di controllo è stato trasferito dall'ospedale al territorio grazie al progetto di territorializzazione, ogni anno vengono presi in carico oltre 500 nuovi pazienti oncologici e nel solo 2025 sono stati registrati circa 10.000 accessi e prestazioni. Nello stesso anno la mobilità attiva da altre Asl in regime di Day Hospital ha raggiunto il 40%.

«La sfida non è soltanto curare, ma accompagnare il paziente lungo tutto il percorso, riducendo gli spostamenti e costruendo una rete assistenziale capace di unire competenza specialistica, prossimità e continuità di cura», ha evidenziato la direttrice Giulia Gramignano, ribadendo l'importanza di un modello che integri competenze sanitarie, supporto psicologico e assistenza sociale per garantire una presa in carico completa della persona.
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