Alla scuola di via Paganini il Carnevale si è festeggiato lo stesso, anche se la tradizionale sfilata per le vie del paese quest’anno è rimasta nel cassetto a causa del tempo poco clemente. Poco male: basta trasformare corridoi e aule in passerelle degne di Rio (versione ricreazione delle 10:30) e il gioco è fatto. La pioggia può anche bagnare le strade, ma non spegne certo l’entusiasmo di alunni e insegnanti. Così, tra stelle filanti e coriandoli — con la consueta e preziosa complicità dei collaboratori scolastici — la festa è andata in scena senza bisogno di palcoscenici esterni.
Protagonista indiscussa della giornata è stata Pippi Calzelunghe, con le sue trecce ribelli e le calze rigorosamente spaiate, modello pedagogico non ufficiale della libertà di pensiero (e di abbigliamento). Decine di piccole Pippi hanno invaso la scuola, dimostrando che sollevare un cavallo è niente in confronto a sollevare il morale in una mattinata grigia di fine inverno.
Accanto a lei, in un incontro storico che nessun manuale avrebbe osato immaginare, hanno fatto la loro comparsa gli antichi Egizi. Tra faraoni dall’aria solenne, mummie sorprendentemente loquaci e Cleopatra con più glitter che misteri, l’antico Nilo è sembrato scorrere tra i banchi di via Paganini. Per un attimo si è temuto che qualcuno proponesse una piramide in cartapesta in scala 1:1, ma si è saggiamente optato per versioni più maneggevoli (possibilmente con ruote). Il risultato? Una festa colorata, rumorosa al punto giusto e soprattutto condivisa. Perché il Carnevale, anche quando cambia scenario, trova sempre il modo di andare in scena. E a via Paganini il lieto fine è arrivato puntuale, senza bisogno di autorizzazioni faraoniche.