San Gavino, il deputato Riccardo Magi; “Ogni forza politica si deve assumere le proprie responsabilità”


di Lorenzo Argiolas
  Si è svolto nella giornata di venerdì 11 novembre scorso, presso il ristorante Santa Lucia di San Gavino, l’incontro organizzato dal partito +Europa sui temi dell’immigrazione, la legalizzazione della cannabis e la rigenerazione urbana. Vi hanno preso parte diversi esponenti del partito insieme al deputato Riccardo Magi, presidente di +Europa, vicepresidente del gruppo misto alla Camera dei Deputati, che, a margine dell’evento ha rilasciato un’intervista. Onorevole Magi oggi lei si trova in Sardegna per parlare di immigrazione e di legalizzazione della cannabis. A tal proposito lei ha presentato già diverse proposte di legge in questa legislatura, perché c’è ancora il bisogno di affrontare queste questioni? «Queste sono proposte che riguardano i temi della libertà individuale, della libertà politica e dei diritti civili. Nascono dalla consapevolezza che il nostro paese debba fare dei passi avanti. Credo che, anche con una maggioranza di destra, sarebbe sbagliato pensare che non valga la pena fare una battaglia parlamentare. È importante ci sia un dibattito davanti al paese e ogni forza politica si deve assumere le proprie responsabilità. Se guardiamo anche alla scorsa legislatura, quando c’è stata una maggioranza di forze progressiste, di sinistra, non ci sono stati grandi sviluppi su questi temi. La responsabilità è anche di questi soggetti politici che su questi argomenti sono stati troppo timidi». È argomento d’attualità quello legato ai flussi migratori, in questi giorni tiene banco il caso della Ocean Viking e lo scontro con il governo francese. Come gestire questa situazione a livello europeo? [caption id="attachment_107967" align="alignleft" width="204"] Riccardo Magi[/caption] «Quando si dice che l’Europa non fa abbastanza si sbaglia. Perché l’Europa non agisce? Perché sono stati gli stati nazionali a non volerle conferire abbastanza competenze in determinati ambiti. Nel 2017 il Parlamento Europeo approvò la riforma del regolamento di Dublino, che avrebbe istituito un meccanismo automatico di redistribuzione dei migranti, ma nel Consiglio Europeo diversi stati nazionali si opposero. L’Europa non esiste su questo tema, quel poco d’Europa che c’è può aiutare rispetto alle derive nazionaliste. Il governo italiano sta facendo un pasticcio, questa è una prova muscolare. La Germania accoglie quattro volte più dell’Italia, la Francia il doppio». Il governo Meloni si è insediato da poco più di un mese, può offrire una sua valutazione sui primi provvedimenti presi dall’esecutivo? «Il primo decreto, cosiddetto “anti-rave”, è un condensato di demagogia e di approccio contrario allo stato di diritto. Sia quest’atto che i provvedimenti legati allo sbarco dei migranti mi fanno preoccupare sullo spirito del Ministro Nordio che si è sempre presentato come un giurista illuminato, liberale. Per quanto riguarda le misure economiche, sono la prosecuzione dei programmi di Draghi. Ma si tratta di misure insufficienti, sono piccole mance, bonus, investimenti in pensioni. Il nostro paese ha il problema di essere sempre meno un paese per giovani». Il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas nei giorni scorsi ha incontrato il Ministro agli Affari Regionali Calderoli e ha condiviso le linee delle autonomie differenziate su cui starebbe lavorando il ministro leghista. Ci può dare un suo giudizio sull’argomento? «Io credo che tutto andrebbe visto con un’impostazione meno ideologica. Personalmente sono un sostenitore delle autonomie locali. Però a vent’anni dalla riforma del Titolo V della Costituzione dovremmo fare un bilancio su come ha funzionato. Per alcuni ambiti le autonomie hanno fallito, penso alle politiche attive del lavoro, alla sanità e alla gestione dei rifiuti. Penso a come può intervenire lo Stato per limitare le disuguaglianze. Non basta dire che ci vuole più autonomia». Un’ultima battuta sulla situazione politica sarda, con la maggioranza regionale in difficoltà e l’appuntamento del 2024 per le elezioni regionali. Come si colloca +Europa? «Mi pare che questa Giunta sia arrivata a una situazione di stallo, il Consiglio Regionale è paralizzato. Manca una capacità di pianificazione, penso alla rigenerazione urbana e a ciò che poteva essere fatto per attirare dei fondi europei. Noi, partendo da un risultato dignitoso alle ultime politiche, pensiamo che +Europa, una forza europeista, liberale e progressista possa dire la sua. A partire da oggi vogliamo interloquire con tutte le forze interessate a sviluppare un programma che si basa su questi valori».  

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