A un anno dalle elezioni comunali che hanno portato alla riconferma di Tomasi e di gran parte della sua maggioranza sono i due esponenti del gruppo misto in consiglio comunale a sollevare la voce e a farsi sentire. Infatti Stefano Altea e Nicola Orrù, eletti con la lista del sindaco ed entrati subito in rotta con la [caption id="attachment_71281" align="alignleft" width="245"]
Stefano Altea[/caption]
maggioranza dopo poche settimane, hanno affidato la propria delusione ad un comunicato dai toni accesi. «Giunti al traguardo del primo anno (in teoria il sesto) di Giunta Tomasi- affermano i due esponenti- abbiamo provato a verificare risultati e impressioni dal punto di vista privilegiato di Consiglieri Comunali. Il quadro che si è palesato ai nostri occhi è piuttosto impietoso. Manca totalmente un'Idea chiara di come si vuole migliorare il paese: come diceva Seneca, non c'è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare». Altea e Orrù, i quali lo scorso anno presero entrambi 194 preferenze, sono fortemente critici verso l’operato dell’attuale giunta ed evidenziano l’immobilismo nei lavori pubblici, con un’opera strategica come il Rio Pardu bloccata, ma anche strutture come l’anfiteatro, il centro gastronomico, il mattatoio e il microasilo chiusi e inutilizzati. «È vero -proseguono i due consiglieri- che c'è questo primo anno ha avuto la pausa funesta della pandemia da metà marzo a inizio maggio ma questa non può essere usata come scusante.
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Nicola Orrù[/caption]
Anzi, durante l'emergenza Covid, abbiamo potuto riscontrare la lentezza e il ritardo con i quali l'amministrazione ha dato risposte ai cittadini: dalle mascherine mai arrivate, ai tempi biblici del fondo alle attività produttive, la congestione dell'ecocentro, la viabilità rurale scandalosa, solo per citarne alcuni. L'unico intervento da ricordare è stato l'assurdo divieto di andare in campagna a giorni alterni che fortunatamente è rimasto in vigore pochi giorni, dopo essersi resi conto dell'inutilità e danno che stava arrecando». Ma Altea e Orrù sono fortemente critici anche sulla questione dello spostamento del reparto di diabetologia e credono che la scarsa considerazione dell’amministrazione comunale sangavinese a livello provinciale e regionale possa pregiudicare addirittura la realizzazione del nuovo ospedale. L’interrogativo finale che si pongono i due potrebbe lasciar presagire anche a future iniziative eclatanti: «Possiamo permetterci altri quattro anni così?».
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